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Spending review, tagli alla spesa già nel 2014. Più mobilità nel pubblico impiego

Cottarelli parte veloce, non c’è tempo da perdere. Bisogna dare un segnale all’interno e all’esterno, senza guardare in faccia a nessuno. Sono sette giorni di fuoco quelli che cominciano oggi per il Governo. Con la riunione del Comitato interministeriale per la spending review, presieduto dallo stesso premier, nel corso della quale sono state valutate e trasmesse al Parlamento le linee guida del piano metodologico per aggredire la spesa con tagli selettivi preparato dal commissario straordinario, Carlo Cottarelli. Il Governo conta di recuperare già per il prossimo anno circa 1,5 miliardi. Cifra quest’ultima che non è comunque indicata nel dossier Cottarelli in cui si afferma che «in sede politica» va valutata l’opportunità di individuare risparmi “addizionali” per il 2014 e gli anni a seguire.

Risparmi che secondo il Governo andranno individuati non oltre il mese di febbraio del prossimo anno. Nel complesso l’obiettivo, già indicato dal ministro Fabrizio Saccomanni, resta quello di realizzare fino al 2017 un risparmio di spesa di 2 punti di Pil rispetto al 2013.

Per centrare questo obiettivo vengono già indicati alcuni possibili strumenti: da una maggiore mobilità dei dipendenti pubblici a un sistema di incentivi per premiare gli enti che tagliano. In particolare il dossier Cottarelli prevede che la spending review affronterà la questione della «mobilità» nel pubblico impiego «compresa l’esplorazione di canali d’uscita e rivalutazione delle misure del turn-over». E sottolinea che tra gli obiettivi da perseguire c’è quello di «incentivare la mobilità tra amministrazioni e funzioni». Cottarelli propone anche corsi di formazione ad hoc per «aumentare la flessibilità gestionale dei dirigenti pubblici» al fine di «trasformarli in veri manager della spesa pubblica interessati non solo al rispetto formale delle regole contabili ma anche al contenimento dei costi e al miglioramento della qualità dei servizi». Nel dossier si afferma poi che «sarà studiato un sistema di incentivi finanziari che facilitino la collaborazione dei centri di spesa nella individuazione di risparmi di spesa».

Nel programma di «spending» del Commissario straordinario si annuncia che per incentivare la razionalizzazione della spesa verranno stilate «classifiche» per evidenziare «centri di spesa virtuosi e quelli meno efficienti».

In attesa della decisione politica sui tagli da far scattare per il 2014, il dossier-Cottarelli ribadisce, in linea con quanto già previsto dalla legge di stabilità, gli obiettivi di riduzione della spesa pubblica nel triennio 2015-2017: 3,6 miliardi nel 2015, 8,3 miliardi nel 2016 e 11,3 miliardi dal 2017. Nel documento di indirizzo che accompagna il Programma di lavoro di Cottarelli si afferma che il Governo ha chiesto al Commissario di coordinare una prima ricognizione tecnica per identificare «almeno una parte di tali misure entro la fine di febbraio del 2014». Ricognizione che costituirà la base per una revisione del quadro di programmazione della spesa da implementare nella primavera del 2014 nel contesto del nuovo Documento di Economia e Finanza. Una seconda fase di ricognizione tecnica avrà luogo nel corso del 2014 come input alla legge di Stabilità per il 2015.

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