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Criminalità: in 6 mesi furti di rame +12,1%, aumentano denunce e arresti

Numeri eloquenti quelli illustrati anche dall’ad di Enel, Fulvio Conti. «Dall’inizio dell’anno ad oggi, sulla nostra rete, abbiamo registrato un numero di furti che è arrivato a sfiorare i 5000 casi con oltre 1000 chilometri di linee trafugate. Questo si traduce in 30 milioni di euro all’anno di oneri per il ripristino delle linee e le bonifiche ambientali, a cui vanno a sommarsi i costi indiretti per la mancata fatturazione del servizio». Le Regioni più colpite sono quelle del Sud, Puglia e Sicilia in testa. «Le proporzioni raggiunte non sono più riconducibili alle azioni di singoli ma sono piuttosto il frutto dell’attività organizzata di associazioni criminali internazionali a cui fa capo una altrettanto strutturata rete di ricettazione», ha detto Conti per il quale «è essenziale agire mettendo in campo un piano d’azione sinergico. Enel ha introdotto soluzioni tecnologiche alternative, sostituendo, ad esempio, i conduttori in rame con quelli più economici, ma ugualmente prestazionali, in alluminio». Di fronte a questo fenomeno, per il capo della Polizia Pansa, «la repressione non basta ma servono efficaci forme di prevenzione». Un’operazione trasparenza dove l’elemento fondamentale è la tracciabilità del materiale. «Gli stessi operatori dovrebbero dotarsi di un sistema di regole forti e trasparenti. Bisogna interrompere il circuito – ha detto Pansa – che porta le aziende ad acquistare il rame senza verificarne la provenienza. Gli utilizzatori dovrebbero rifiutarsi di acquistare il materiale da chi non è in regola». Per quanto riguarda la rete ferroviaria, l’andamento del fenomeno, nei primi dieci mesi di quest’anno, ha visto una lieve diminuzione, pari all’1,8%, dei furti in linea rispetto allo stesso periodo del 2012: 1.673 furti nell’anno in corso a fronte dei 1.703 del 2012. Aggiungendo anche i furti in deposito, si arriva a 1.778 furti per un totale di 643.227 chilogrammi di materiale trafugato. Nell’ultimo triennio, 2011-2013, il gruppo Fs ha stimato un danno economico per i furti di rame, su tutto il territorio nazionale, pari a quasi 31 milioni di euro, di cui circa 12 milioni per i costi degli interventi necessari al ripristino della circolazione. Ma, oltre ai dati che danno le dimensioni di questo fenomeno criminoso, ci sono anche quelli che indicano il disagio che i furti di rame provocano nei confronti degli utenti. A fornirli l’ad di Fs Moretti. Questi furti hanno provocato, ha detto, almeno 124 giorni di ritardo, in un anno, sulle linee ferroviarie. «Il vero problema – ha evidenziato – sono gli effetti negativi sui passeggeri, che sono soprattutto i pendolari. Questo tipo di furti avviene, infatti, di notte e le ripercussioni vengono pagate dai treni che partono la mattina utilizzati dai pendolari, che, a quel punto, non hanno più certezze. »La sicurezza – ha quindi assicurato Moretti – non è a rischio«. Per Moretti, »occorre rafforzare la collaborazione con le forze di polizia, incrementando anche la vigilanza notturna« ma, soprattutto, »occorre reagire non tanto sulla manovalanza ma sulle centrali criminali che organizzano questi reati«.

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