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Forza Italia mostra i muscoli, in piazza il 27 mentre il Senato decide sulla decadenza

Mercoledì 27 novembre alle 14 in via del Plebiscito a Roma, davanti Palazzo Grazioli, è in programma la manifestazione di Fi contro il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. E’ stato comunicato ai deputati del partito, secondo quanto si apprende, in una mail arrivata questa mattina. La manifestazione convocata da Forza Italia nel giorno della decadenza ha un ‘format’ ancora variabile. Secondo quanto viene spiegato dal partito, anche l’orario potrebbe slittare. A condizionarlo, è infatti la decisione di scendere in piazza in contemporanea con il voto di Palazzo Madama sulla decadenza. Soltanto lunedì, dunque, quando la capigruppo calendarizzerà il voto, si saprà qualcosa di più. Al momento, l’orario indicativo è tra le 14 e le 17 di mercoledì. Resta anche la possibilità, inoltre, che una parte dei manifestanti si sposti da via del Plebiscito a Palazzo Madama, nel caso in cui Silvio Berlusconi decida di andare in Aula per il voto. L’intenzione è quella di far sentire la propria vicinanza al Cavaliere, ma anche contrapporsi a eventuali manifestanti anti-Cav che si presentino davanti al Senato.

Insorge il Pd, per bocca del responsabile Giustizia Danilo Leva. “Il 27 novembre voteremo la decadenza di Berlusconi. E’ la conseguenza naturale della condanna definitiva per frode fiscale. Fi continua intanto a ricattare il paese ma la legge di stabilità e il governo non possono essere ostaggio degli interessi personali del cavaliere”: Il governo delle larghe intese – ha proseguito Leva in una dichiarazione rilasciata i Tg della Rai – è nato con lo scopo di portare il paese fuori dalla crisi e non per risolvere i guai giudiziari di Berlusconi. Si è trattato di un accordo fatto alla luce del sole e siglato con la fiducia votata dal Pdl e da Berlusconi stesso. L’unica cosa vergognosa è il continuo tentativo di tenere in scacco una nazione per sottrarsi alle leggi. Ed è bene ricordare – conclude – che Berlusconi è stato condannato per frode fiscale e non per motivi politici, come qualcuno cerca di far credere”.

E Silvio Berlusconi, in un’intervista al Mattino, in relazione all’imminente voto sulla decadenza, avverte:”Non mi dimetto prima, non ci penso nemmeno. Aspetterò che votino. Che si assumano la responsabilità di una cosa di cui si dovranno vergognare per sempre. Un’occasione che nella mia buona fede darà a chi voterà. Un’occasione per mettere il filtro della dignità politica a una sentenza irrealistica e condizionata dal desiderio di eliminare Silvio Berlusconi come ostacolo alla presa del potere da parte della sinistra”. Berlusconi ritiene che “quello che mi ha condannato è un processo viziato da un chiaro intento politico e – annuncia – lo dimostrerò”, “presto arriveranno dagli Usa testimonianze decisive, prove del fatto che il fisco americano ha acclarato la configurazione veritiera delle compagnie off-shore che, secondo i giudici della sezione feriale della Cassazione, mi vedrebbero socio occulto del finanziere Agrama”.

Sulle larghe intese, Berlusconi afferma: “Ci siamo accontentati di cinque ministri su 23, siamo stati disponibili e loro ci hanno risposto con un omicidio politico”. Del resto, aggiunge, “il Pd doveva concedere agibilità politica all’alleato, invece vuole eliminarmi”. Sulla scissione del suo partito, Berlusconi osserva: “Forza Italia è al 20,1%, Ncd al 3,6, la nostra gente non capisce la scissione” ma, aggiunge, “nessuna frattura è insuperabile. Se dovessero capire di aver commesso un errore, noi saremmo tutti lieti di un ritorno all’unità”.

“Il voto decadenza – fa quindi sapere Berlusconi – è il punto di non ritorno oltre il quale ci regoleremo soltanto in base all’esame dei contenuti della finanziaria”. “Perché mai si dovrebbe tornare al voto? “, chiede inoltre il Cavaliere “il governo non ha forse raggiunto una maggioranza in grado di reggere anche se noi passeremo all’opposizione?”. In ogni caso, aggiunge, contro Matteo Renzi, “abbiamo un colpo segreto”.

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