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L’ONORE DELLE ARMI/ Berlusconi teme il carcere, vuole difendersi in tv e in piazza

Vuole difendersi da statista, Silvio Berlusconi. E avere il suo popolo accanto a sostenerlo, nel momento più difficile. Nel giorno in cui nel freddo silenzio dell’Aula del Senato si alzerà in piedi a leggere il suo ultimo discorso da senatore. Dopo, sarà decaduto. E vulnerabile alla magistratura, facile bersaglio di qualche «procura impazzita». «Farò la fine di Yulia Timoshenko», va ripetendo da settimane il Cavaliere. Che è sempre più preoccupato. Ma non domo. Pronto a chiamare a raccolta tutte le energie disponibili, attraverso i club Forza Silvio, per una nuova «battaglia di libertà». Domani il leader di FI parlerà ai militanti della Giovane Italia: «linfa nuova», da innestare in un movimento che soffre ormai le «patologie» dei partiti un pò invecchiati. Ha incontrato una ventina di loro, guidati da Annagrazia Calabria, ieri sera, in una cena protrattasi fin oltre le due di notte. Li ha ascoltati, li ha invitati a guadagnarsi le ‘stellettè sul campo, fondando nuovi club. Ma con loro si è anche sfogato, così come ha fatto con chi ha avuto modo di incontrarlo a Palazzo Grazioli o sentirlo in giornata. Perchè, spiegano, è «tremendamente preoccupato». «Dopo la decadenza, mi faranno fare la fine della Timoshenko, in carcere», ha detto ai ragazzi. «E la prima settimana avrò tutti vicino, la seconda solo la metà si batterà per me e la terza mi accorgerò che non c’è più nessuno». È una persecuzione giudiziaria, un accanimento senza precedenti, quello di cui Berlusconi si sente vittima. E ha intenzione di alzarsi a dirlo nell’Aula del Senato, con un discorso di alto profilo, cui lavora. Vuole guardare in faccia i suoi «carnefici» e sottolineare che la sua vicenda non è solo quella di un singolo: è una resa del Parlamento ai magistrati. Magra consolazione gli dà sapere che in quel momento anche l’ex pupillo Angelino Alfano lo applaudirà e che i senatori di Ncd voteranno no alla decadenza. A chi gli parla si dice dispiaciuto, amareggiato, per il fatto che i suoi abbiano deciso di voltargli le spalle proprio in un frangente tanto drammatico. E nota che la richiesta di registrazione del Nuovo centrodestra era datata quindici giorni prima dell’annuncio della rottura. Forza Italia, chi gli è rimasto accanto, adesso prepara i pullman. Il ‘popolo azzurrò sarà presente sotto il Senato e in via del Plebiscito dove, come ad agosto, nel giorno della decadenza si raduneranno i berlusconiani e il ‘non più senatorè Berlusconi dovrebbe prendere la parola. Prima del voto sulla decadenza, il Cav potrebbe anche fare un’apparizione in tv, per parlare a tutti i cittadini. Dopo quel voto, il Cavaliere sarà a Milano, l’8 dicembre, per presentare i club Forza Silvio. Saranno quelle le sue cellule sul territorio, il nucleo da cui ripartire mentre in prima persona si occupa di rimettere in ‘assè il partito. Ringiovanirlo e defalchizzarlo. Il che non vuol dire, spiega, mettere da parte l’attuale classe dirigente. Ma innestare volti nuovi, presi dalla società civile. Circolano diversi nomi, tra cui quello di Giuliano Andreani, ad di Mediaset, che smentisce però di essere interessato a fare il salto alla politica. Ma intanto cresce il malumore tra falchi e lealisti, tra chi è rimasto al fianco del Cav e ora teme di essere messo da parte. Un malcontento sotterraneo, che potrebbe esplodere dopo il voto sulla decadenza.

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