| categoria: Roma e Lazio

OPERA DI ROMA/ Sul teatro è bufera, a rischio Ernani con Nuti

Marino chiarisca o sarà sciopero, «se salta l’Ernani con Muti la responsabilità sarà sua». A pochi giorni dalla data della prima che dovrebbe aprirne la stagione, il prossimo mercoledì, è bufera sul Teatro dell’Opera di Roma. Con musicisti e lavoratori che presidiano a suon di musica il Campidoglio. E i sindacati, che dopo un incontro andato a vuoto con il primo cittadino, ora lanciano un ultimatum: «domenica al Costanzi è convocata l’assemblea generale» se non ci saranno novità «siamo pronti a bloccare tutta la produzione dell’Ernani». Al sindaco che è presidente della Fondazione, Cgil, Fials e Libersind chiedono di dire «una parola chiara» contro il commissariamento. Ma anche di liberare subito «il finanziamento residuo o almeno parte di esso» per consentire il pareggio di bilancio. Tocca a lui ora, dice Lorella Pieralli di Libersind, «fugare lo spettro del commissariamento e del default finanziario indotto». Tant’è, Marino per ora tace. Ma un segnale che non sembra incoraggiante arriva dal capogruppo Pd in Campidoglio, che sottolinea come il deficit del teatro dell’Opera, non possa «essere attribuito all’attuale amministrazione comunale». Il partito democratico capitolino, dice Francesco D’Ausilio, «è preoccupato unicamente per il destino dei lavoratori, per il mantenimento dei livelli salariali e per la tutela di una eccellenza culturale della città di Roma comunale». Per uscire dalla crisi, indica insomma il capogruppo Pd in Campidoglio, ci sono anche altre strade, per esempio il ricorso al Fondo di emergenza per le Fondazioni liriche istituito dalla legge Bray. Perchè oggi, ribadisce, «il Comune di Roma non può più erogare 20 milioni di euro vista la complessa e deficitaria situazione del bilancio capitolino». E non va meglio sul fronte della Regione, l’altra istituzione verso la quale il teatro rivendica crediti (che secondo i sindacati ammontano a 8,5 milioni di euro) che oggi con una nota ribadisce di essere in regola con le date concordate per il saldo dei suoi debiti. All’interno del teatro, intanto, le prove dello spettacolo sono andate avanti normalmente. Oggi non era prevista la presenza del Maestro Muti, che comunque si è affacciato in platea prima di cena. Far saltare la prima sarebbe certo anche uno schiaffo al grande maestro. La responsabilità, insistono i sindacati, «ricade su Marino». Ma in teatro fino all’ultimo si spera in un accordo che plachi la bufera.

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