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L’isola di Budelli può tornare pubblica, sì ad un emendamento ad hoc

L’isola di Budelli potrà tornare pubblica. La commissione Bilancio del Senato ha infatti approvato un emendamento alla Legge di Stabilità che prevede una deroga alla normativa che vieta acquisti da parte di enti pubblici e che consente allo Stato di esercitare il diritto di prelazione sull’isola stanziando i 3 milioni necessari. Sulla base della deroga approvata oggi, l’Ente Parco della Maddalena potrà esercitare il diritto di prelazione, che scade il prossimo 8 gennaio. L’emendamento era stato presentato dai senatori di Sel Luciano Uras, Loredana De Petris e Giuseppe De Cristofaro, cui si sono aggiunte poi le firme di quasi tutti i gruppi parlamentari. «L’approvazione dell’emendamento di Sinistra Ecologia Libertà, che sottrae l’isola di Budelli alla privatizzazione e la rende di nuovo pubblica, è una importante vittoria sul piano concreto e simbolico» hanno affermato i senatori Uras e De Petris, presidente del Gruppo Misto-Sel. «È una prima vittoria » ha commentato l’ex ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio che ha promosso una petizione arrivata a 85mila firme perchè il Parco della Maddalena compri l’isola. L’Isola di Budelli era stata comprata all’asta lo scorso 8 ottobre dal banchiere neozelandese Michael Harte per poco meno di 3 milioni di euro. Il gioiello dell’arcipelago della Maddalena era andato all’asta all’inizio dell’anno dopo il fallimento della società milanese che aveva acquistato l’isola, e si era già ipotizzato un intervento dello Stato, sulla base del diritto di prelazione. Nessuno però si era fatto avanti e così l’8 ottobre scorso il banchiere neozelandese l’acquistata per il prezzo di 3 milioni di euro. Immediate le proteste per evitare che un gioiello del genere possa finire in mani private, da qui l’iniziativa di Sel che presentava un emendamento ad hoc. L’Isola di Budelli, che ospita la Spiaggia «rosa», autentica perla del Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena, tutelata da vincoli di conservazione che includono anche il divieto di calpestio, è un vero paradiso naturale, ed è quindi sottoposta a vincoli paesaggistici, ambientali e idrogeologici. L’isola è in un’area incontaminata di 1,6 metri quadri dove non è possibile costruire nulla, visti i pesanti vincoli paesaggistici e ambientali che gravano sull’area: non ci si può, infatti, neppure mettere piede se non si è accompagnati dal personale del Parco.

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