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Pd: parte la Convention nazionale, Cuperlo fa una carezza a Renzi

Si incrociano in platea, i due principali sfidanti per la segreteria del Pd, Matteo Renzi e Gianni Cuperlo. Si sorridono, poi Cuperlo fa una carezza al sindaco. Oggi parte ufficialmente la sfida tra i due, che con l’altro sfidante, Pippo Civati, presenteranno davanti alla platea della Convenzione nazionale le loro proposte programmatiche. L’appuntamento, che ha lo slogan ‘L’otto dicembre io voto perché’, si apre con l’inno di Mameli e un intervento di Angela Corda, giovane segretario del Pd di Olbia, provincia duramente colpita nei giorni scorsi dall’alluvione. Sul palco, il segretario Guglielmo Epifani con Valeria Fedeli, Davide Zoggia e Ivan Scalfarotto. Il segretario in platea incrocia i candidati: con Renzi un abbraccio e una stretta di mano.

“Buongiorno”: è l’unica parola che Matteo Renzi ha pronunciato giungendo alla convention del Pd. Il sindaco di Firenze, arrivato a piedi all’albergo romano che ospita la kermesse, ha dribblato di buon passo i cronisti che lo attendevano, fermandosi solo a salutare con cordialità poliziotti e carabinieri ed i volontari.

Epifani, ora affrontare tema tesseramenti – “Abbiamo avuto dei problemi non tanto nella crescita del tesseramento quanto sui tempi ed i modi in cui è avvenuto: chiedo ai candidati segretari di assumere un impegno per il futuro, perché non basta solo notare quello che non va ma bisogna proporsi di affrontare il tema”. Lo dice il segretario del Pd, Guglielmo Epifani. Alla Convenzione Epifani chiede di “mettere al riparo il tesseramento dalle vicende del partito” e che “le liste degli iscritti siano disponibili la sera prima del Congresso”.

“Stiamo attenti alle tensioni sociali che stanno rialzando la testa”: Lo dice il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, alla convention del partito ricordando gli attacchi nelle sedi del partito dei giorni scorsi. “Quegli attacchi – rileva – vanno condannati nel modo più fermo esprimendo solidarietà a chi gli ha subiti”. Ma Epifani indica “come un segnale da seguire con grande attenzione” anche la vertenza di Genova. “Ancora una volta – conclude – i sindaci sono stati presidei insostituibili per governare le tensioni sociali.

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