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Putin a Roma, a cena con l’amico Berlusconi

L’agenda è fittissima e il tempo che trascorrerà a Roma prima del vertice italo-russo di Trieste è davvero poco, ma Vladimir Putin, in visita ufficiale domani nella capitale, non poteva certo rinunciare a un rendez-vous con il vecchio amico Silvio Berlusconi. E così, dopo gli incontri con Papa Francesco e il presidente Giorgio Napolitano, il leader russo si recherà a Palazzo Grazioli nella settimana più difficile del Cavaliere. Che, a sole 48 ore dal voto del Senato sulla sua decadenza, potrà così trovare il conforto di un amico dal quale non è mai stato abbandonato. Già il 5 agosto, all’indomani del verdetto della Cassazione, erano rimbalzate voci di una visita-lampo di Putin all’amico in difficoltà. L’incontro non avvenne ma, in fondo, è stato solo rimandato. E domani il Cavaliere potrebbe trovare ben più di una spalla su cui sfogarsi. Putin, secondo i retroscena più estremi emersi su alcuni quotidiani nei giorni scorsi, potrebbe addirittura consegnare a Berlusconi un passaporto diplomatico russo per fornirgli una via di fuga dalle toghe. Fantapolitica? Può darsi, ma di certo la Costituzione russa dà al presidente questa prerogativa. E in gennaio lo stesso Putin accordò con un decreto all’attore francese Gerard Depardieu – in cerca di una nuova residenza per sfuggire alla tassa sui super ricchi di Hollande – la cittadinanza russa. Domani a Roma – martedì invece volerà a Trieste per il vertice intergovernativo italo-russo dove vedrà il premier Letta – Putin avrà altri importanti appuntamenti: l’udienza dal Papa nel pomeriggio e la cena al Quirinale con Napolitano, con in mezzo un altro «fuori programma», l’incontro privato con Romano Prodi in un albergo della capitale. Ma i riflettori saranno tutti puntati sulla serata a Palazzo Grazioli e su un’amicizia dall’aneddotica ricchissima. Basti pensare alla foto del 2003 con i due leader sorridenti e sotto due enormi colbacchi a cena, nella foresta di Zavidovo, a 21 sotto zero. O al bilaterale del 2008 a Porto Rotondo quando il Cavaliere, per difendere il suo amico incalzato da una giornalista russa su una presunta relazione con una giovane deputata, mimò con le mani un mitra, indirizzandolo alla cronista. A testimonianza di un reciproco aiuto – dalla politica internazionale alle vicende personali – che i due si sono sempre assicurati. E solo nel settembre scorso, parlando al forum del Club di Valdai e con Prodi che sedeva al suo fianco, Putin era tornato a difendere, a modo suo, Berlusconi. «È sotto processo perchè vive con le donne. Se fosse omosessuale nessuno lo avrebbe toccato con un dito», aveva detto il leader.

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