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Legge di Stabilità, Forza Italia esce da maggioranza. ‘Mancano le condizioni’

“Non ci sono più le condizioni” perchè Forza Italia “stia in maggioranza”. Lo ha detto il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani, durante una conferenza stampa assieme al collega della Camera, Renato Brunetta. Della decisione sono stati messi al corrente sia Napolitano che Letta.

Alfano, legge stabilita’ è scusa,sbagliato sabotare Letta – “Avevamo detto e ripetiamo che è sbagliato sabotare il governo e portare il paese al voto, per di più con questa legge elettorale, a seguito della decadenza di Berlusconi. La legge di stabilità è una scusa che non regge di fronte alle difficoltà del paese”. Lo dice Angelino Alfano.

“Una decadenza – prosegue Alfano – che consideriamo del tutto ingiusta. La legge di stabilità che comunque non aumenta le tasse e che può essere migliorabile alla Camera è diventata una scusa, un pretesto che non regge di fronte alle difficoltà del Paese. Noi dunque continuiamo a lavorare per l’Italia”.

”Oggi è finito il governo delle larghe intese, si chiude una fase e si apre un nuovo capitolo nella politica italiana”: così i capigruppo di Fi al Senato e alla Camera, Paolo Romani e Renato Brunetta, nella conferenza stampa in cui annunciano l’uscita dal governo.

“Sulla legge elettorale noi attendiamo la pronuncia della Consulta il 3 dicembre. Ma se il premio verrà dichiarato incostituzionale, 200 deputati rischiano di venire ridistribuiti tra i vari gruppi perché non c’è stata ancora la loro convalida”: cosi’ Paolo Romani e Renato Brunetta.

“Domani sarà la morte della democrazia. Sarà la fine di un periodo della Repubblica e sarà la vittoria della filosofia e di chi ha portato avanti un accanimento giudiziario contro Berlusconi”. Lo dicono i capigruppo di Fi commentando il voto di domani sulla decadenza del Cav.

“Abbiamo deciso di uscire da questo governo, ma prima di annunciarlo a voi in questa conferenza stampa abbiamo avvertito il presidente della Repubblica che ci ha concesso un’attenzione di cui lo ringraziamo e il premier Letta, che ci ha risposto invece dopo l’incontro con Putin”. A renderlo noto sono i capigruppo di Fi, Brunetta e Romani.

Visto che è finito il governo delle larghe intese con il passaggio di Forza Italia all’opposizione, anche il cammino delle riforme costituzionali può considerarsi interrotto. A sostenerlo sono i capigruppo di Forza Italia, Paolo Romani e Renato Brunetta, in una conferenza stampa in cui annunciano l’uscita del partito dal governo.

“Era doveroso che Napolitano conoscesse la nostra decisione di uscire dal governo. E mi auguro che Letta abbia la sensibilità di salire al Quirinale per trarre le conseguenze del nostro gesto”: cosi’ il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani, a margine della conferenza stampa in cui annuncia l’uscita dal governo del suo partito.

Il governo ha posto la questione di fiducia sul maxiemendamento alla Legge di Stabilità. Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini in Aula al Senato. Il maxi-emendamento del governo alla legge di stabilità recepisce le modifiche votate dalla commissione Bilancio al testo, ”integrate dagli emendamenti ripresentati dai relatori e dal governo” e non votati, ha detto Franceschini in Senato al momento di presentare il maxi-emendamento. La questione di fiducia posta dal governo sul maxi-emendamento alla legge di stabilità ”è l’occasione di un trasparente, chiaro e, spero, sereno confronto tra le forze politiche sul rapporto fiduciario del governo col Parlamento”, ha spiegato Franceschini, al momento di porre la fiducia sul maxi-emendamento alla legge di stabilità.

“Andrà tutto bene”. Così il premier Enrico Letta risponde ai giornalisti che, a Trieste, dove partecipa al vertice italo-russo, lo interpellano sull’atteso voto di fiducia di stasera sulla legge di stabilita’.

”L’indicizzazione delle pensioni è un impegno che il governo vuole perseguire alla Camera”. Lo ha detto il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, nella replica in Aula del Senato sulla legge di stabilità, biasimando il mancato intervento in materia a Palazzo Madama.

Via libera del Senato al voto di fiducia sulla Legge di Stabilità in serata. “Il governo presenterà il maxiemendamento – ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini – nel primo pomeriggio”. E’ quanto emerso dalla conferenza dei capigruppo. “Il maxiemendamento recepirà il lavoro della commissione e integrerà esclusivamente gli emendamenti del governo e dei relatori” già presentati in commissione. Ha affermato Franceschini. “La commissione Bilancio non ha ultimato il lavoro, del quale siamo molto grati – ha detto Franceschini – e così il maxiemendamento, che il governo presenterà nel primo pomeriggio, per rispetto recepirà il lavoro della commissione e lo integrerà esclusivamente con gli emendamenti del governo e dei relatori”. Il voto di fiducia è il “il modo più trasparente, secondo le regole della nostra democrazia parlamentare, per verificare il rapporto tra il governo e la maggioranza parlamentare”, ha sottolineato Franceschini.

La chiama per il voto di fiducia alla Legge di Stabilità inizierà intorno alle 20.30 e il voto dovrebbe dunque arrivare per le 22. Dopodiché sarà convocato il Cdm per la nota di variazione di Bilancio, che una volta approvata passerà in commissione e poi approderà in Aula. Dopodiché ci sarà la votazione finale sul ddl Bilancio. Il maxiemendamento sarà presentato dal governo intorno alle 15, quando sarà posta anche la questione di fiducia. Le dichiarazioni finali ci saranno a partire dalle 19.

Angeletti, mobilitazione per modificare ddl – “Questa legge di stabilità non ci sta bene. Siamo riuniti qui per ribadire il nostro giudizio e per decidere forme di mobilitazione per modificarla”: così il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, risponde ai cronisti entrando nella riunione degli esecutivi unitari di Cgil, Cisl e Uil che dovranno decidere come proseguire la mobilitazione per modificare il ddl. “Siamo fiduciosi – ha detto Angeletti – che riusciremo a spuntarla”. Angeletti ha commentato l’annuncio di Letta sulla destinazione di quanto sarà risparmiato con la spending review alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro dicendo che la Uil non è interessata alle promesse ma “ai fatti”.

Letta, a taglio cuneo le risorse della spending – ”Il governo è pronto a inserire nella legge di stabilità una norma che vincola alla riduzione delle tasse sulle imprese e sul lavoro le risorse recuperate attraverso la spending review e il contrasto dell’evasione fiscale”. Lo afferma il presidente del Consiglio Enrico Letta in un colloquio con il Sole 24 Ore rispondendo all’appello unitario di tutte le parti sociali lanciato nei giorni scorsi dalle pagine dello stesso quotidiano. ”Penso – aggiunge – che possiamo lavorare insieme a scrivere nel modo migliore la norma che potrà essere inserita nelle prossime tappe del passaggio parlamentare”. L’intenzione è di tenere ”contatti rapidi” e informali con le parti sociali nelle prossime ore per avere pronto l’emendamento per il passaggio alla Camera. ”Va creato con questa norma – spiega il premier – un vincolo preciso all’utilizzo delle prossime entrate, in particolare da spending review e da lotta all’evasione fiscale” in modo da destinarle ”alla riduzione ulteriore delle tasse su lavoratori e imprese” con ”l’obiettivo e la consapevolezza che così si possa ulteriormente rafforzare la competitività del nostro sistema produttivo e nello stesso tempo l’equità del prelievo fiscale”. In questo modo ”possiamo far crescere la fiducia, che è elemento chiave in questo momento per fare ripartire il Paese”.

Alfano, legge stabilita’ è scusa,sbagliato sabotare Letta – “Avevamo detto e ripetiamo che è sbagliato sabotare il governo e portare il paese al voto, per di più con questa legge elettorale, a seguito della decadenza di Berlusconi. La legge di stabilità è una scusa che non regge di fronte alle difficoltà del paese”. Lo dice Angelino Alfano.

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