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Cassa Integrazione, stretta sulla deroga

In arrivo la stretta sull’utilizzo della cassa integrazione in deroga. Dal 2014 il limite massimo di durata sarà di 12 mesi in un ‘biennio mobilè (cioè non solare), secondo quanto prevede il decreto interministeriale sui nuovi criteri di concessione degli ammortizzatori in deroga, validi su tutto il territorio nazionale. Il limite massimo sarà di 8 mesi per il 2014 e di 6 mesi per il 2015 e per il 2016. Domani pomeriggio il sottosegretario al Lavoro Carlo Dell’Aringa presenterà il testo alla commissione Lavoro della Conferenza delle regioni, coordinata dall’assessore Gianfranco Simoncini. Partirà quindi l’iter che porterà al parere anche delle commissioni parlamentari competenti. Le parti sociali saranno ascoltate. Nel 2014, secondo quanto si apprende sul decreto messo a punto dai ministeri del Lavoro e dell’Economia, la durata massima per la cig in deroga dovrebbe essere di 8 mesi, mentre dovrebbe scendere a 6 mesi nel 2015 e a 6 mesi nel 2016 (ultimo anno in cui tale strumento, come previsto dalla riforma Fornero, potrà essere concesso). Nel complesso non si potrà fruire di più di 12 mesi in un ‘biennio mobilè (le concessioni possono essere non continuative). Questi tetti saranno validi per tutte le regioni. L’obiettivo è «omogeneizzare» i criteri a livello nazionale, ha più volte sottolineato Dell’Aringa, visto che attualmente tra le regioni ci sono molte differenze nei limiti temporali di concessione del sussidio. Questi limiti saranno quindi armonizzati a partire dal 2014. Dopo il 2016, come previsto dalla riforma del lavoro targata Fornero, la cig in deroga – che a differenza della cassa integrazione ordinaria e straordinaria non viene finanziata con i contributi di imprese e lavoratori ma dalla fiscalità generale – si esaurirà. Da gennaio 2014 partiranno i fondi di solidarietà che prevedono il pagamento di contributi da parte di aziende e lavoratori per i settori che non hanno la cassa ordinaria e straordinaria. Nel decreto si istituirà un fondo residuale di solidarietà gestito dall’Inps al quale dovranno contribuire le aziende dei settori per i quali non saranno stati fatti accordi (ad esclusione di quelle con meno di 15 dipendenti). Per il 2014 dovrebbero essere stanziati 1,6 miliardi di euro per gli ammortizzatori in deroga, mentre per chiudere il 2013 si è ancora in attesa del rifinanziamento di 330 milioni (che andrebbero ad aggiungersi ai circa 2,5 miliardi già messi a disposizione nel corso di quest’anno). Immediata la reazione della Cgil, secondo la quale con queste misure «il taglio corrisponderebbe ad una logica tutta ragionieristica e non selettiva quindi non sarebbe utile a ridurre gli sprechi ma aumenterebbero solo i licenziamenti».

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