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Il Senato ha votato, Berlusconi è decaduto

E’ finita, e ora si apre un altro capitolo, denso di incognite. Qualche Pm tenterà di fare il colpo del secolo arrestando il cavaliere? Silvio Berlusconi è fuori. Dopo la bocciatura dei nove ordini del giorno che con varie motivazioni respingevano la proposta della Giunta delle Elezioni per la decadenza di Silvio Berlusconi, l’Aula del Senato ha preso atto della relazione della stessa Giunta che sanciva la mancata convalida dell’elezione dell’ex premier, che perciò non è più senatore. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha quindi invitato la Giunta a riunirsi per verificare i presupposti per la convalida dell’elezione di Ulisse Di Giacomo, che per la circoscrizione Molise dovrà subentrare a Berlusconi. Si volta pagina, ma solo per quanto riguarda la liturgia parlamentare. I problemi, per Berlusconi, per la politica, per il paese, la crisi continua, e ha ancora il volto del Cavaliere.
Una giornata di lutto per la democrazia italiana. Definisce così, Silvio Berlusconi, questo 27 novembre 2013 nel comizio davanti alla sua residenza romana di Palazzo Grazioli, due passi da Piazza Venezia, cinquecento metri dall’aula del Senato che vota la sua decadenza da parlamentare a seguito della condanna definitiva per frode fiscale. “Al di là della commozione, siamo qui in un giorno amaro, un giorno di lutto per la democrazia”, ha detto Berlusconi al migliaio di sostenitori – che ha salutato con un “grazie, grazie, grazie” – riuniti in via del Plebiscito per mostrare all’ex premier il proprio sostegno. Silvio Berlusconi parla a braccio per oltre un’ora in via del Plebiscito il giorno della sua decadenza da senatore. Bacchetta gli alfaniani che «sono andati via, mentre noi restiamo qui e non tradiremo mai i nostri elettori». Se la prende ancora una volta con Magistratura Democratica, accusata di «avere abbracciato le idee estremiste delle Brigate Rosse», ma non lancia nessuna stilettata al Quirinale. L’unica volta che cita il Colle è per ribadire la necessità di introdurre «l’elezione diretta del capo dello Stato».
L’organizzazione aveva riproposto la scenografia del 4 agosto, quando un emozionato Berlusconi salì su un palco in strada per raccontare che era stato appena condannato ingiustamente dalla Cassazione per frode fiscale, e promettere battaglia politica e giudiziaria. Un palco rivestito di azzurro, tre schermi giganti – uno dei quali rivolto verso la vicina Piazza Venezia – luci e vessilli addobbano la via e una grande scritta è stata appiccicata alla tribuna delle televisioni: “Decadenza Berlusconi=Decadenza Democrazia”. Ora il dado è tratto. Queste immagini passano alla storia.

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