| categoria: politica

Via seconda rata Imu 2013. Bankitalia “public company”

Addio all’Imu: salta alla fine anche la seconda rata dell’imposta dovuta nel 2013 per le prime case. Durante un Cdm ‘lampò, poco meno di un’ora proprio a cavallo del voto in Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi e del comizio dell’ex premier, il Governo ha così «mantenuto l’impegno», come ha spiegato il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e cancellato l’ultima parte dell’imposta nel frattempo ‘scomparsà e sostituita (dalla Iuc) con la Legge di Stabilità. Stessa sorte tocca anche all’Imu su fabbricati agricoli strumentali. Mentre sui terreni agricoli ci sarebbe un alleggerimento. Non è stato invece affrontato in Cdm il tema ‘alienazioni di immobilì, che era all’ordine del giorno nella convocazione. Si tratterebbe comunque di una specifica sulle vendite già stabilite per fine anno. Il tutto, per l’Imu, per un esborso complessivo di 2,150 miliardi a carico totalmente del sistema bancario. Ma qui interviene la seconda parte del decreto varato oggi: quello per la rivalutazione del quote di Bankitalia che così – spiega Saccomanni – si avvia a diventare una public company. Ma la norma avrà un effetto positivo anche per le banche: le ricapitalizzerà rendendole più solide in vista degli stress test. Cioè dovranno pagare una una tantum di circa 1 miliardo ma vedranno aumentare il patrimonio. Inoltre potranno contare su dividendi annui per complessivi 3-400 milioni. C’è inoltre sul piatto la norma inserita nella legge di bilancio per la svalutazione delle perdite sui crediti. Insomma se è vero che le banche pagheranno si cerca anche di sostenerle. E in giornata si pone anche un altro importante tassello sul cammino delle privatizzazioni: il Cda di Cdp ha deliberato l’avvio di tutte le attività propedeutiche al conferimento a Cdp Reti della quota detenuta in Terna, pari al 29,85%, con l’obiettivo di favorire l’ingresso di altri investitori in Cdp Reti, mantenendo il controllo. Mentre per Sace e Fincantieri è probabile un percorso per la quotazione in Borsa. Le coperture per la cancellazione della seconda rata Imu – spiega Saccomanni in conferenza stampa a Palazzo Chigi – saranno «a carico del sistema bancario: un terzo viene coperta dagli anticipi sulle imposizioni del risparmio amministrato e due terzi da anticipi Ires e Irap che sono anticipi a fronte di un aumento delle aliquote del 2014». Insomma per le banche si tratterà di una una tantum con un anticipo cospicuo vicino al 130%. E la somma servirà a coprire anche la mancata Imu di immobili strumentali e terreni agricoli per i quali Saccomanni annuncia comunque un approfondimento in sede di manovra. Per quanto riguarda via Nazionale il ministro spiega che «Bankitalia si trasformerà in public company». Il tetto al 5% per la partecipazione «lascia la porta aperta a investitori europei». Insomma sarà una struttura da public company «di cui nessuno avrà il controllo». Su questo ci sarebbe anche il placet europeo: «il parere deve essere formalmente approvato dal consiglio dei governatori ma la proposta che conta di solito è quella della consulenza legale» che è favorevole al decreto per la rivalutazione delle quote di Bankitalia. Comunque per quanto riguarda le preoccupazioni della Bce in termini di indipendenza della banca centrale il provvedimento va nella giusta direzione«. Il testo in ingresso prevede che le banche, assicurazioni, fondazioni e investitori istituzionali soci della Banca d’Italia avranno un tetto al 5% del capitale. Sono previsti 24 mesi per i soci per ridurre la quota in eccesso, periodo durante il quale è congelato il diritto di voto ma si percepiscono i dividendi. Le banche socie di Banca d’Italia pagherebbero un’imposta del 12% sulla rivalutazione delle loro quote nell’ambito dell’aumento di capitale.

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