| categoria: sanità

Falso e concussione, la sanità emiliana finisce in Procura

È la stessa Regione Emilia-Romagna a dare notizia della consegna di avvisi di garanzia all’assessore alle Politiche per la Salute, Carlo Lusenti, e a due dirigenti. Lusenti e Tiziano Carradori, direttore generale alla Sanità e Politiche Sociali sono indagati per falso ideologico; lo stesso Carradori e Bruna Baldassarri, funzionaria della medesima direzione generale, per concussione. I tre sono convocati in Procura a Bologna per il 5 dicembre. Nel mirino del pm Morena Plazzi c’è il sistema di accreditamento per l’Alta Specialità cardiochirurgica, e quindi l’attribuzione di fondi alle strutture private. Un sistema che il gruppo modenese Hesperia-Garofalo contesta. Lo ha fatto con un esposto circostanziato che la Procura sembra valutare seriamente: Hesperia parla di favoritismi ad altre cliniche – in particolare le realtà del gruppo Sansavini che – a suo avviso – non avrebbero maturato requisiti per mantenere l’accreditamento, cioè non avrebbero rispettato il numero minimo di prestazioni richiesto. In ballo c’è la ‘tortà dei fondi della Regione. Nei giorni scorsi la Gdf aveva acquisito documentazione in viale Aldo Moro. Lusenti stesso, prima con comunicati, poi ieri in una conferenza stampa aveva definito «calunniose» le accuse di Hesperia, parlando di «atteggiamento intimidatorio». Oggi si apprende su cosa si basa il ragionamento degli inquirenti. Per il pm, la concussione si configura per Carradori e Baldassari in quanto, abusando dei loro poteri, avrebbero minacciato e costretto un legale rappresentante di Hesperia, Maria Laura Garofalo, a firmare un accordo tra la Regione e lo stesso gruppo. Nell’accordo, in pratica, si dava atto della regolarità di patti precedenti, e quindi anche del fatto che fossero presenti le condizioni per l’accreditamento da parte di tutte le strutture che vi avevano preso parte. Così veniva assicurato (l’utilità prevista dal reato) al gruppo Sansavini di mantenere le condizioni contrattuali e i guadagni, nonostante fossero state registrate presunte discrasie. Il falso ideologico per Lusenti riguarda un contratto concluso a febbraio 2013 dove veniva attestato che tutte le strutture avevano rispettato i requisiti. Tra l’altro, è notizia recente che nei confronti di Villa Torri (Gruppo Sansavini) la Regione ha formalmente avanzato una diffida, il passo che precede la revoca dell’accreditamento. La vicenda è complessa e va a toccare un servizio sanitario che, pur con i tagli milionari, continua a mantenere un livello di eccellenza riconosciuto e – proprio ieri – Lusenti ha spiegato che anche il 2013 si chiude in equilibrio. «Confermiamo la nostra convinzione di avere agito con trasparenza e nel pieno rispetto delle regole poste a tutela della salvaguardia e del buon funzionamento della sanità regionale», ha commentato oggi. Sanità che l’assessore non accetta di veder finire nel ‘calderonè insieme ad esempio all’inchiesta per peculato sui rimborsi ai gruppi consiliari. Sul punto, anche il procuratore aggiunto Valter Giovannini, è chiaro: «Ogni indagine ha la sua storia. Per quelle più recenti e di maggior clamore mediatico è bene tenere presente che si tratta di complesse vicende che non hanno punti di contatto e che quindi devono essere tenute distinte, non solo sul piano giudiziario». (ANSA).

Ti potrebbero interessare anche:

Giallo sanità in Sicilia: Crocetta revoca l'incarico al manager della Asp di Palermo
Basilicata, sarà elettronica la cartella clinica del paziente
FOCUS/ La giungla dei ticket sanitari da nord a sud
Fra 20 anni oltre sessantamila farmacisti senza lavoro
Vaccini, due procedimenti disciplinari a medici contrari
Un medico su 2 ha subito aggressioni, regna la rassegnazione



wordpress stat