| categoria: economia

Tasse sugli immobili più pesanti per le PMI, dai negozi ai capannoni

Nonostante l’alleggerimento fiscale introdotto nelle ultime ore al Senato, con la Iuc la tassazione sugli immobili strumentali è destinata ad aumentare. A fare i conti è la Cgia di Mestre che ha realizzato alcune simulazioni, mettendo a confronto gli importi pagati da alcuni imprenditori in questi ultimi anni (con Imu, Tia/Tarsu e Tares) e quanto potrebbero pagare l’anno prossimo con la Iuc. Dal punto di vista metodologico i calcoli della Cgia hanno considerato l’Imu con l’aliquota al 9,33 per mille che corrisponde al valore medio nazionale applicata nel 2012 sugli immobili diversi dalla abitazione principale. I CAPANNONI: A parità di aliquota, per i capannoni l’aggravio di imposta tende ad aumentare (in generale per tutti gli immobili accatastati nella categoria D), in quanto il coefficiente moltiplicatore utilizzato per determinare la base imponibile è salito da quest’anno dal 60 a 65 così che la rendita catastale viene rivalutata del 5%. Secondo quanto stabilito nella Legge di Stabilità in corso di approvazione, le imprese possono dedurre dal reddito di impresa il 30% dell’Imu per l’anno 2013 e il 20% dal 2014. Allo stato attuale pare che quest’ultima deducibilità non si applichi alla base imponibile Irap. LA TASSA RIFIUTI: Per quanto concerne l’asporto rifiuti, le forme di prelievo (Tia, Tarsu) sono state sostituite nel 2013 dalla Tares, che deve rispettare il principio comunitario «chi inquina paga» e assicurare la copertura integrale del costo del servizio. Nel 2014 la Tares sarà sostituita dalla Tari. Nelle simulazioni della Cgia i calcoli del prelievo riferito al 2012 corrispondono al prelievo medio risultante dalle tariffe applicate in 11 Comuni capoluoghi di Regione (Aosta, Milano, Trieste, Bologna, Ancona, Cagliari, Bari, Campobasso, Venezia, Genova e Firenze). La stima della nuova tassazione è stata effettuata maggiorando le tariffe del 15,5%, pari all’incremento medio a livello nazionale da noi stimato. Solo per l’anno 2013 viene applicata la maggiorazione Tares che è pari a 0,30 euro al mq. La Tasi, che entrerà in vigore nel 2014, è stata calcolata con l’aliquota base all’1 per mille. I NEGOZI: Guardando alle categorie economiche un commerciante con un negozio di 72 mq (categoria C1), una rendita catastale di quasi 1.700 euro e con un reddito di 30.000 euro, nel 2014 questo operatore pagherà 118 euro in più rispetto a quanto ha versato quest’anno. Pr un elettricista con un piccolo capannone di 500 mq (categoria D1), una rendita catastale di poco superiore ai 2.100 euro e con un reddito di 40.000 euro, nel 2014 pagherà 73 euro in più rispetto a quanto ha versato nel 2013. Una Snc artigiana con un capannone di 1.000 mq (categoria D1), una rendita catastale di poco superiore ai 5.600 euro e con un reddito di 60.000 euro, nel 2014 pagherà 263 euro in più rispetto al 2013. Se nel 2013 tra Imu, rifiuti e maggiorazione Tares dovrà versare 10.165 euro, l’anno prossimo l’importo salirà a 10.428 euro. Infine un piccolo imprenditore con un capannone di 3.000 mq (categoria D7), una rendita catastale di 9.700 euro e con un reddito di 80.000 euro, nel 2014 pagherà 61 euro in più rispetto al 2013.

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