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Netanyahu a Roma cerca alleati contro ill nucleare iraniano

A poco più di una settimana da quell’accordo sul nucleare con Teheran che il mondo ha salutato come storico ma lui ha definito un «errore storico», Benyamin Netanyahu sbarca a Roma. Per una due giorni – domenica e lunedì, in cui sarà ricevuto anche dal Papa – sotto il segno dei rapporti bilaterali e di un vertice intergovernativo dal quale sono attesi 10 accordi e la conferma degli ottimi rapporti con Roma. Ma mentre proprio oggi arriva dall’Iran l’annuncio che l’intesa nucleare di Ginevra sarà rispettata, con il congelamento delle attività controverse a fine anno-inizio 2014, l’appuntamento con il premier Enrico Letta sarà il primo con un Paese occidentale dopo quell’accordo che Israele proprio non ha digerito. E sul quale è in cerca di alleati, anche dopo turbolenze sulla vicenda nelle relazioni con l’alleato di sempre, gli Usa. E se è vero che l’Italia non è tra i «5+1», quelle potenze (Francia, Germania, Gb, Usa, Cina e Russia), che hanno partecipato ai negoziati di Ginevra (ma è nell’Ue che in questo round ha giocato un ruolo importante), è scontato che il tema sarà tra quelli clou. Con l’Italia di Letta che certamente ribadirà a Netanyahu un caposaldo: nessun compromesso sulla sicurezza di Israele, condizione da sempre ritenuta da Roma non negoziabile. Oggi intanto la conferma delle buone intenzioni di Teheran che – per voce del suo ambasciatore all’Aiea – ha annunciato la sospensione per 6 mesi di alcune attività nucleari, prevista nell’accordo. Congelamento che scatterà a fine dicembre-inizio gennaio, ha detto Reza Najafi a Vienna. Il dossier nucleare è destinato così a fare da apripista anche agli altri spinosi temi regionali nei colloqui Letta-Netanyahu: dalla Siria con i nodi di Ginevra 2, l’emergenza umanitaria e lo smantellamento delle armi chimiche al Libano, passando per la Libia. E, soprattutto, per le trattative di pace con i palestinesi. Un menù, quello internazionale, non certo meno importante di quello bilaterale per un summit – il IV intergovernativo – che vedrà il primo ministro israeliano e i 6 ministri che lo accompagneranno a Villa Madama per l’incontro con la delegazione di Letta siglare 10 intese. Con un focus, in campo economico, nell’hi-tech e sulle start up. Ma anche sul fronte della collaborazione energetica con un paese, Israele, che ha importanti giacimenti di gas al largo delle sue coste. Letta e Netanyahu si vedranno anche prima del vertice di lunedì quando, domenica, nel tardo pomeriggio, parteciperanno insieme alla sinagoga romana alla cerimonia dell’accensione delle candele in occasione della festività ebraica di Hannukkà. Blindatissimo – come consuetudine – il programma romano del premier israeliano. Poco o nulla trapela sulla sua agenda tranne altri incontri ‘privatì tra cui un cocktail a porte chiuse, domenica, per una raccolta fondi. Ufficiale da tempo, invece, la visita in Vaticano dove Netanyahu vedrà lunedì mattina papa Bergoglio e dalla quale è attesa la conferma della visita del pontefice in Terra Santa per la quale si parla, ma senza conferme, del 25 e 26 maggio 2014.

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