| categoria: politica

IL PUNTO/ Il doppio patto di Letta

Superato uno scoglio ce n’è subito un altro: Enrico Letta, dopo il duello Tv tra Renzi, Cuperlo e Civati ha potuto tirare un sospiro di sollievo, ma davanti a sè ha ancora la grana della ‘verificà sia pure ‘lampò e l’iceberg delle primarie Pd. Con il sindaco che continua a tallonarlo: caro Letta «basta rinvii, ora ti devi mettere a correrè per le riforme. Renzi ieri sera lo ha promosso e ha assicurato che darà una mano al suo governo. Certo, ha osservato oggi il sindaco, bisogna prendere atto che il governo, dopo l’addio di Berlusconi, ha cambiato natura, non è più delle larghe intese, »ora c’è una maggioranza di emergenza« che comunque »ha i numeri per fare le cose che da anni si dicono e non si fanno«. Quindi – è il suo ragionamento – a maggior ragione l’agenda di governo dal 9 dicembre va aggiornata e integrata dal sottoscritto. »Chi mi vota, non vota per me. Non vota solo per me. Vota per un pacchetto di proposte specifiche«, ha fatto presente Renzi quasi a suggellare, con il voto delle primarie, la sua golden share sull’Esecutivo. Dopo il congresso, a bocce ferme, dovrebbe partire la nuova fase, fortemente voluta dal premier che scalpita per passare »all’attacco« dopo questi lunghi mesi di ‘gioco in difesa e senza gol’. Un ‘pattò il premier lo ha intanto già siglato idealmente con Angelino Alfano che (come lo stesso Renzi) vuol far sentire il suo peso nell’Esecutivo. Un Esecutivo non più intese larghe, conviene con il sindaco fiorentino, ma di ‘intese chiare»: pochi ma buoni e con un programma condiviso anche se limitato, che risolva le emergenze del paese. Una ‘scommessa che non è eterna, scade nel 2015’, ha avvisato Alfano che vuole blindare i prossimi 12 mesi con un nuovo ‘contratto di governo per l’Italia 2014’. Un vademecum governativo economico e riformatore dove spicca una nuova legge elettorale. Da qui il monito al sindaco di Firenze, richiamato da Alfano al senso di responsabilità: ‘Non affossi questo esecutivò, che rappresenta per il paese un’ultima spiaggia. Parole che certo hanno confortato Letta che però ora deve rinnovare il patto con il Renzi-segretario. Il quale fa già gli scongiuri in vista della sfida elettorale (‘occhio che Berlusconi ha 7 vite come i gatti, a fare campagna elettorale è bravissimò). Un appuntamento, quello con le urne, in teoria atteso non prima del 2015 ma in pratica ‘appesò a Renzi. Ma un passo per volta. Tra una settimana Letta dovrà affrontare il ‘passaggio parlamentarè della fiducia che, dopo l’addio di Berlusconi, segnerà la ‘discontinuita« con un ‘nuova investitura del governo da parte del Parlamento». Per definire l’iter di questa verifica-soft, Letta salirà lunedì al Colle. Il ‘ritò, ormai è certo, si celebrerà all’indomani delle primarie

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