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Il Pd contro il giorno della “follia”, “Grillo irricevibile”

Dall’impeachment «pronto» per Napolitano all’«estrema unzione» per i politici; fino alla membership «onoraria» dell’M5S nientemeno che a Papa Francesco. Il Pd reagisce duramente a quella che quasi tutti nel principale partito di centrosinistra considerano come una botta di follia di Beppe Grillo. E contro cui scende in campo anche Enrico Letta promettendo battaglia: «Resisteremo sempre alle spinte della violenza, prima verbale e poi fisica, dell’intolleranza, della xenofobia e del razzismo», dice il premier dalla sinagoga di Roma. Una condanna pressocchè unanime, e che vede schierarsi anche esponenti di altri partiti. Tutti d’accordo. Tranne Pippo Civati: per il candidato alle primarie dell’Immacolata Grillo sbaglia i toni, ma in quello che il comico genovese dice un fondo di verità c’è. Il Pd stronca «tout court» la kermesse genovese. Secondo il responsabile Giustizia Danilo Leva «più che il V-Day, quello di Grillo sembra il giorno della follia. Folli i toni, folli i contenuti, utili solo a confermare l’inconsistenza delle proposte del comico genovese». E i democratici fanno quadrato attorno al presidente Napolitano, accusandolo di essere «il naturale alleato di Berlusconi in una strategia che punta al definitivo discredito delle istituzioni democratiche e a precipitare il Paese verso elezioni anticipate con il Porcellum. »Per nascondere le difficoltà del suo movimento, Grillo attacca il presidente della Repubblica, il che è un chiaro segno di debolezza«, sostiene Luigi Zanda che poi aggiunge: »Invece di continuare a insultare Giorgio Napolitano, che si è sempre mosso nell’ambito delle sue prerogative costituzionali a difesa della democrazia e della legalità, Grillo e i suoi parlamentari dovrebbero assumere un atteggiamento costruttivo per aiutare il nostro Paese ad uscire dalla crisi«. Duro anche Roberto Speranza: »Grillo non passerà: il partito dello sfascio non l’avrà vinta. Se vuole portare l’Italia alla deriva, costringendo il nostro paese a diventare zimbello dell’Europa ha fatto male i suoi calcoli«, ammonisce il capogruppo alla Camera. E all’anima cattolica del Pd non va giù l’affermazione secondo cui »Anche il Papa è grillino«. »Grillo non ha proprio la dimensione di se stesso«, sbotta Edo Patriarca, che prima di approdare in Parlamento era stato al vertice dell’Agesci, che rappresenta la maggioranza degli Scout italiani. Eppure, nel Pd c’è chi Grillo non lo condanna completamente. »Molte cose che Grillo dice, anche se i toni sono sbagliati, hanno un fondo di verità«, sostiene Pippo Civati che, annunciando di aver chiesto un incontro al comico genovese, ammonisce: »Rispondiamo presto, il Pd fa male quando si chiude nel palazzo«.

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