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La Samp ferma l’Inter e rovina la festa a Thohir

Il tycoon indonesiano debutta da presidente nella tribuna di San Siro, al suo fianco Massimo Moratti che lo guida nella nuova avventura nel calcio italiano. Applausi, cori, un pizzico di emozione, per il presidente, che si gode l’atmosfera festaiola rafforzata dal ritorno di Zanetti titolare. Sfilano le vecchie glorie, si ‘astienè la curva nord che non espone striscioni e sospende il giudizio nell’attesa di capire meglio come sarà l’Inter che verrà. Tra Moratti e Thohir si è accesa la scintilla dell’amicizia: sembra trascorso un secolo dal gelido caffè di luglio (quando la trattativa si arrestò improvvisamente) alle calde cene di questi giorni milanesi. Adesso Moratti lo chiama confidenzialmente Erick e Thohir non è da meno: è pronto anche a sfilarsi i guanti per porgerli all’amico Massimo, che rabbrividisce per il freddo. La strana coppia deve fare i conti con una squadra che non convince pienamente: passa in vantaggio grazie a una splendida giocata di Alvarez per Guarin, ma non riesce a trovare il colpo del ko. La Sampdoria parte bene, sa aspettare e, sul finire, fredda l’Inter con un gran gol di Renan, entrato al posto di Obiang. L’Inter non è stata abbastanza determinata, Palacio non trova il gol, Kovacic manca la giocata, tutti nel complesso ‘sottotonò come dice un deluso Walter Mazzarri. Secondo l’allenatore, quella di oggi è una delle prestazioni peggiori della sua squadra a livello di gioco: i nerazzurri troppo bassi e poco intensi. I blucerchiati mostrano, invece, grande grinta, coraggio e spirito combattivo: la cura Mihajlovic funziona. E, infatti, la Sampdoria parte alla grande, con Pozzi che cerca la girata in porta già al 3′. Poco dopo, Soriano tenta il tiro da lontano, poi è la volta di Gabbiadini che mette in crisi l’Inter con un pericoloso sinistro. I nerazzurri sembrano frastornati e provano a venire fuori: al 18′ Alvarez si produce in una serie di dribbling vincenti, entra in area, crossa basso per Guarin che va a segno senza difficoltà. Sembra la svolta con Jonathan che – dopo 4′ – sfiora il gol del raddoppio. Alvarez è in gran forma, ma il gol della sicurezza non arriva. Al 39′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo in favore dei blucerchiati, sbroglia Handanovic di pugno. La Sampdoria perde Gastaldello che si fa male alla caviglia. L’intervallo arriva provvidenziale per gli ospiti che devono raccogliere le idee e cercare il pareggio. L’Inter inizia bene con Guarin, che colpisce il palo al 7′, un minuto dopo Pozzi segna, ma l’arbitro aveva già fischiato il precedente fuorigioco di Eder, che fa tremare l’Inter con una bella punizione al 27’. Al 34′ cross di Gabbiadini che, però, non vede Sansone tutto solo in area. È il momento del calo dell’Inter che soffre e si fa sorprendere da una Sampdoria che stringe i denti alla ricerca del gol. Al 41′ entra Renan al posto di Obiang: al 44′ è proprio lui a mettere la firma sul meritato pareggio grazie a un rasoterra vincente da circa 25 metri. Doccia scozzese per l’Inter, silenzio a San Siro, esplode la gioia della Sampdoria. Thohir è dispiaciuto, Mazzarri arrabbiato. I nerazzurri sono quarti con 27 punti. Thohir torna a casa: per lui festa a metà e molte riflessioni da portare con sè. La rivoluzione deve ancora iniziare.

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