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Dubai 2020, il nuovo Eldorado è servito

Il console Giovanni Favilli

Entrando al Consolato Generale d’Italia in Dubai al 17° piano del World Trade Centre Tower, ci si trova paradossalmente in un ufficio un po’ datato, ma sono anche le persone che “fanno” i luoghi. Il Console Generale Giovanni Favilli, classe 1968, toscano doc, da buon diplomatico rende l’ambiente pù elegante e moderno di quello che è o forse di quello che ti aspetti. Dubai è oggi la seconda rappresentanza italiana per numero di connazionali iscritti all’anagrafe di tutta l’Asia e il Medio Oriente, dopo l’Ambasciata a Tel Aviv.

“I numeri di Dubai – spiega il console Favilli – sono impressionanti e aiutano a dare un’idea della crescita della presenza e dell’attività italiana negli Emirati del Nord. Nel 2002 avevamo 780 iscritti all’anagrafe degli italiani residenti a Dubai. Oggi, a novembre 2013, siamo quasi a quota 5000, ma stimiamo che ci sia almeno il 20% in più di italiani presenti che però non si sono iscritti all’anagrafe locale. Siamo cresciuti in 10 anni e gli italiani continuano ad arrivare al ritmo di cento al mese. Anche il numero di persone che da qui vanno in Italia per turismo e per affari è fortemente aumentato: abbiamo rilasciato oltre ventimila visti d’ingresso nel 2013, circa l 130% in più rispetto all’anno precedente”.

Dubai e l’expo 2020: quali sono le prospettive per le aziende italiane?
Con gli arrivi dovuti alla primavera araba e la prospettiva dell’expo 2020 Dubai ha ripreso a marciare. L’Italia ha fatto la sua piccola parte: abbiamo sostenuto formalmente la scelta di Dubai e lavoreremo per assicurare il passaggio del testimone tra Expo Milano 2015 e Expo Dubai 2020. Ci saranno straordinarie prospettive di collaborazione tra aziende e comparti del settore provato dei due Paesi. Il fermento si vede dalle infrastrutture e dai progetti di costruzioni che stanno realizzando. “Visione” è la parola d’ordine di Dubai. Saper andare oltre il pensiero. Guardare avanti e oltre.

Perché gli italiani scelgono Dubai?
Per due ordini di motivazioni: la difficile situazione economica italiana e in Europa e le grandi opportunità di questi mercati. Dubai è in forte ripresa dopo la crisi del 2009. Oggi gli italiani non vengono qui solo per trovare gradni opportunità, ma anche solo per trovare un qualsiasi lavoro. Le grandi opportunità sono date, ad esempio, dalle compagnie aeree locali che impiegano circa 600 impiegati e assistenti di volo e oltre 200 piloti italiani. Del resto, basta pensare ai recenti monumentali ordini per l’aggiornamento delle flotte aeree. Altro settore in cui è possibile inserirsi è quello dell’oil e gas, in particolare ad Abu Dhabi, particolarmente interessante per gli ingegneri, e poi tirano forte l’ospitalità, il food, il turismo e l’edilizia.

Come si vive a Dubai?
E’ una città sicura dove convivono in armonia 200 nazionalità diverse. E’ un’oasi di pace e tolleranza nel Medio Oriente, sicuramete più aperta dei suoi dintorni, con alcune contraddizioni culturali che non mancano in nessuna società moderna. Il clima è gradevole per una buona parte dell’anno. E’ una città ove convivono pacificamente burqa e minigonne. Per gli stranieri i servizi sanità e scuola sono privati, costosi ma di buona qualità. Il servizio e-goverment è molto efficiente. Le multe ti arrivano sul telefonino. Se vuoi seguire la pratica di un detenuto puoi seguirla on line. Dubai fa bene agli italiani e si vede un ottimismo che nel nostro Paese oggi è difficile constatare. Simbolicamente, poi, è il posto dove andare quando tutto intorno crolla.

In che senso?
Dubai è storicamente la città che accoglie coloro che vanno alla ricerca di sicurezza durante le turbolenze delle guerre e delle varie “primavere arabe”. Qui sono arrivati e arrivano da Libano, Sria, Iran, Palestina, Kuwait, Egitto. La primavera araba ha portato persone in fuga soprattutto nuovi capitali. Insomma, Dubai è l’eldorado del medio oriente.

Francesca Fasani

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