| categoria: sanità Lazio

Che fine farà il Fatebenefratelli? Regione distratta, il tempo passa

“L’Ospedale Fatebenefratelli non deve essere abbandonato. E’ necessario un intervento urgente che scongiuri l’ennesima sciagura nella gestione sanitaria del nostro territorio. Il tavolo richiesto dai sindacati e avviato dalla Regione Lazio non deve essere solo un’illusoria azione per perdere ulteriore tempo. Servono trasparenza e provvedimenti concreti per salvare il Fatebenefratelli di Roma dalla chiusura”, così in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e componente della commissione Salute, nel presentare un’interrogazione all’attenzione del Presidente Zingaretti tesa a conoscere cosa intende fare questa Amministrazione Regionale per salvare l’ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, per salvare centinaia di posti di lavoro e garantire la sussistenza di uno dei migliori nosocomi storici della città di Roma.

“I vertici del nosocomio dell’isola Tiberina hanno lanciato un piano industriale che prevede la chiusura di tre servizi, un drastico ridimensionamento delle attività sanitarie e 170 licenziamenti. A chiudere, in assenza di un sostegno da parte della Regione Lazio, saranno, oltre alla dialisi (che conta 60 pazienti), il Servizio psichiatrico di Diagnosi e cura (500-600 pazienti) e il Servizio trasfusionale, che “lavora” circa 11 mila sacche l’anno. In aggiunta, risultano tra l’altro già ridimensionate da tempo le attività di Ricovero in convenzione, rianimazione e terapia intensiva al territorio, radioterapia e attività terapeutiche oncologiche”, prosegue la nota.“Non è soltanto una questione occupazionale e di tutela di un valido presidio sanitario, si tratta anche di garantire al Centro Storico di Roma una struttura ospedaliera, che verrebbe meno anche dopo la chiusura del San Giacomo avvenuta nel 2009.”, conclude Santori.

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