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Napolitano indica la via: “Parlamento legittimo, riforma elettorale imperativa”

Siamo in pieno caos istituzionale? Napolitano interviene ad indicare una via d’uscita, mettendo dei punti fermi. «La riforma del Porcellum ormai è un imperativo». Il giorno dopo la bocciatura del Porcellum, il presidente della Repubblica non usa mezzi termini: le forze politiche devono adempiere a quello che ormai è «un imperativo» e mostrare «una espressione di volontà attenta a ribadire il già sancito, dal 1993, superamento del sistema proporzionale». Napolitano parla ai giornalisti entrando a palazzo Reale a Napoli. «La decisione della Corte Costituzionale non può aver stupito o colto di sorpresa chiunque abbia ricordo delle numerose occasioni in cui sono intervenuto per sollecitare fortemente il Parlamento ad intervenire». In sostanza ora servono «la riduzione del numero dei parlamentari e la modifica del bicameralismo paritario». «Stiamo parlando – ha spiegato il capo dello Stato di una sentenza della Corte costituzionale che espressamente si riferisce al parlamento attuale dicendo che esso stesso può ben approvare una riforma della legge elettorale». Quindi, ha aggiunto il presidente Napolitano, «è la Corte stessa che non mette in dubbio che c’è continuità nella legittimità del Parlamento». «Il problema era e resta quello dell’espressione di una volontà politica del Parlamento tesa a produrre finalmente la riforma elettorale giudicata necessaria – ha sottolineato Napolitano – da tutte le parti».
Iintanto in parlamento è bagarre. La Camera chiede attraverso conferenza dei capigruppo che la riforma della legge elettorale, bloccata in Senato passi a Montecitorio. Il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, autore del Porcellum, dice che la Commissione Affari Costituzionali proprio nella giornata di ieri ha deliberato che l’esame prosegua a Palazzo Madama. E monta la protesta tra i deputati del M5S (dopo l’occupazione dei banchi del governo di mercoledì, ndr). I grillini, definiscono «illegittimi» Parlamento e Governo. Ad inasprire ulteriormente i toni una disputa sul calendario dei lavori. I deputati pentastellati chiedono di sospendere immediatamente i lavori per convocare una conferenza dei capigruppo in cui calendarizzare la riforma della legge elettorale. Ma non avendo ottenuto quanto richiesto, abbandonano l’aula in segno di protesta.Si indigna la Boldrini: «L’affermazione di aver negato al Movimento 5 Stelle la convocazione di una capigruppo urgente è falsa». Quindi legge in Aula la lettera del vice capogruppo vicario dei pentastellati Alessio Villarosa e la sua missiva di risposta. Nella lettera dell’esponente del M5S, sottolinea la Boldrini, «si parla di discussione articolata e non di calendarizzare una proposta di legge. Avevo consigliato al presidente Villarosa di consigliare gli altri gruppi, ma la mia è stata tradotta come una negazione, chissà perché».

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