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Sanità: 230 ospedali ‘a misura donna’ in Italia, premiati con bollino rosa

Sono 230 gli ospedali italiani premiati quest’anno per essere ‘a misura di donna’: 65 hanno ottenuto il massimo riconoscimento, cioè 3 ‘bollini rosa’, 105 ne hanno avuti due, e a 60 ne è stato riconosciuto uno. Inoltre, 12 strutture sanitarie hanno ricevuto una menzione speciale per aver ottenuto sempre 3 bollini dal 2007 ad oggi. I risultati sono stati presentati oggi a Roma in una conferenza stampa.

Presenza di specialità cliniche dedicate alle principali patologie di interesse femminile e appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici, oltre ai servizi per l’accoglienza della paziente: sono questi i principali criteri di valutazione che consentono agli ospedali di ottenere uno, due o tre ‘bollini rosa’, il riconoscimento che l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) attribuisce alle strutture attente alla salute femminile. E ancora: offerte di servizi aggiuntivi che cambiano l’approccio con l’ospedale, dalla documentazione informativa multilingue alla mediazione culturale, dalla dieta personalizzata per particolari esigenze o motivi religiosi al servizio di assistenza sociale e servizi alberghieri convenzionati.

Per questa nuova edizione del Bando bollini rosa, realizzata grazie al contributo incondizionato di AbbVie, Aon, Biogen Idec e Cosmetici Magistrali, il questionario di candidatura degli ospedali è stato integralmente revisionato. “Il sistema di valutazione – ha detto Walter Ricciardi, ordinario di Igiene all’università Cattolica di Roma e presidente dell’advisory board che ha esaminato le strutture – è stato affinato, approfondito e reso più preciso”. La distribuzione degli ospedali con il ‘marchio’ rosa, che nell’edizione precedente erano 224, “vede ancora una preponderanza al Centro-Nord, con il primato della Lombardia. Ma anche al Sud la situazione sta migliorando, con alcuni piazzamenti eccezionali e una Regione, la Basilicata, che si conferma molto attenta alle esigenze delle pazienti donne”.

Quest’anno è stata inoltre inserita la Neonatologia come area specialistica di interesse, con specifico riferimento alla nascita prematura, mentre la Neurologia è stata integrata con una sezione dedicata alla sclerosi multipla, patologia cronica tipicamente declinata al femminile ad elevato impatto invalidante. Nel sito www.bollinirosa.it sono consultabili le schede di tutti gli ospedali premiati con i relativi servizi, suddivisi per Regione, e con la possibilità per l’utenza di esprimere il proprio parere sulla base dell’esperienza personale. Grazie a un accordo con Federfarma, anche quest’anno le 17 mila farmacie, presenti su tutto il territorio nazionale, aiuteranno la popolazione femminile a trovare l’ospedale ‘amico delle donne’ più vicino a loro.

“I ‘Bollini rosa’ – ha detto Sabrina De Camillis, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio – vengono assegnati a quelle strutture ospedaliere che promuovono una particolare attenzione alla medicina di genere, rappresentando un fattore virtuoso per migliorare la qualità e l’accessibilità a dei servizi ‘a misura di donna’. Quest’anno, l’approfondimento riservato alla sclerosi multipla, patologia a prevalenza femminile e ad alto impatto sociale, deve impegnarci maggiormente nella riflessione e nella ricerca di soluzioni reali per curare questa malattia: bisogna lavorare per comprenderne a fondo le tante dinamiche sociali, al fine di identificarne le criticità per la collettività”.

“Con 230 ospedali premiati, di cui 65 con il massimo punteggio possibile – spiega la presidente di Onda, Francesca Merzagora – possiamo dire di aver raggiunto qualche risultato interessante: da un lato, aver creato un oggettivo e utile strumento di valutazione di strutture ospedaliere con reparti e servizi a ‘misura di donna’, dall’altro aver avviato e perseguito negli anni un costante processo di sensibilizzazione della sanità italiana al genere femminile nel suo complesso: servizi, attenzioni, cure, aiuto, rispetto”. “Lavorare per la salute della donna – ha evidenziato Emilia De Biasi, presidente della commissione Sanità del Senato – è la strada da percorrere per riconvertire l’intero Ssn. Le donne sono diverse dagli uomini e la medicina deve adeguarsi a questo fatto. Abbiamo discusso molto in questo ultimo periodo di sanità dal punto di vista economico, ora è il momento di agire di più sulla prevenzione, sulla ricerca e sul rapporto fra il sistema ospedaliero e il suo territorio, in modo da riconvertire qualitativamente la spesa”.

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