| categoria: sanità Lazio

Che succede al San Camillo? Chi vuole fargli terra bruciata?

Il San Camillo-Forlanini rappresenta una struttura sanitaria d’eccellenza nel territorio romano, ma c’è qualcuno che vuole fargli terra bruciata. Diverse vicende sono finite sulle prime pagine dei giornali, dalle operazioni sbagliate da 11 medici, indagati per omicidio colposo e lesioni gravissime, alle polizze assicurative, a minacce e pressioni. Ma nessuno ha ancora trovato la verità. Nei giorni scorsi, un uomo è morto dopo essere precipitato da una finestra del padiglione di cardiologia all’interno dell’ospedale. L’uomo, di circa 60 anni, si è schiantato su una tettoia ed è deceduto sul colpo. «Abbiamo parlato con la vedova per capire cosa fosse successo in quella famiglia – ha detto Aldo Morrone, direttore generale del San Camillo-Forlanini – negli ultimi anni ha avuto una storia molto drammatica e dolorosa, mi sono tenuto costantemente aggiornato sulla situazione». «Non abbiamo nulle da nascondere – ha continuato Morrone – e siamo costantemente colpiti da attacchi molto chiari ed espliciti da parte di persone che hanno degli interessi». Chi sono queste persone? Provengono dalla politica, dalla stampa o dai centri di potere? Il tempo è tiranno, ma noi andremo a fondo. «Sono stati fatti degli errori grossolani sugli articoli usciti sui giornali – ha detto il direttore generale del San Camillo-Forlanini – Io non sono stato contattato. Abbiamo messo tutto nelle mani di un avvocato e se vinceremo la causa, il ricavato andrà devoluto alle associazioni di volontari negli ospedali». Intanto, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha fatto diverse ispezioni nell’ospedale, trovando prima bagni divelti, poi in un’altra occasione ha visitato il reparto di neonatologia/terapia intensiva che effettua 4mila parti l’anno, e ha commentato «realtà eccellente ma serve manutenzione con il Patto della Salute». Ma per il consigliere regionale Fabrizio Santori, si tratta di un reparto maternità nel caos. Numeri alla mano, «abbiamo mille posti letto – ha detto Morrone – 5mila dipendenti, 122 Unità Operative Complesse, praticamente tutta l’attività clinica-medica-chirurgica viene riconosciuta all’interno del San Camillo che, a ragione, è l’Ospedale di riferimento della Regione Lazio. Nel 2012 abbiamo avuto un totale di 31.929 ricoveri ordinari, 14.11 in day hospital per un totale di 292.495 giornate di degenza. Il numero complessivo delle giornate di degenza è stato determinato quasi esclusivamente dalla riduzione dei codici bianchi – per effetto del ticket – e della crescita dei codici rossi che assorbono il maggior numero di risorse sia nell’ambito dei servizi di emergenza, che per quelli di degenza, ai quali questi pazienti sono indirizzati. La sfida principale affrontata in questi anni è stata il mantenimento di un alto livello di risposta ai bisogni sanitari della popolazione, e la necessità di migliorare l’equilibrio economico dell’Azienda con un numero di personale ridotto da 4.479 operatori nel 2010 a 4.139 nel 2012, a causa del blocco quasi totale del turn- over». Alessandra De Gaetano

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