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Fassino, ai Comuni mancano ancora 1,5 miliardi per l’Imu

Ai sindaci non tornano i conti sull’Imu e chiedono a Governo e Parlamento 1,5 miliardi di euro. All’appello mancherebbero, ha fatto sapere il presidente dell’Anci Piero Fassino, 1 miliardo, necessario per supportare le minori aliquote, e 500 milioni per le detrazioni sui figli. Ma oltre a questo, a vivacizzare una giornata già calda di suo, è giunto inaspettato l’impegno da parte dei relatori al dl Imu-Bankitalia per evitare la mini-rata Imu. Il tutto mentre l’Aula del Senato ha respinto il parere della Commissione Affari Costituzionali, secondo il quale il decreto Imu-Bankitalia non avrebbe corrisposto ai criteri di costituzionalità. L’allarme dei Sindaci ha dunque investito esecutivo e Camere, anche se nei giorni scorsi si erano già avvertiti i primi segnali di una mancata tenuta dei conti. Nel corso di un’affollata conferenza stampa, Fassino ha sollecitato in particolare il Parlamento a «provvedere quanto prima a colmare queste cifre, altrimenti nel 2014 i Comuni non potranno fare i bilanci». Guardando al 2014, il leader dei Sindaci ha spiegato che il gettito Imu 2013 sull’abitazione principale, nel raffronto con Tasi 2014, non è uguale perchè l’equivalenza di gettito si realizza senza detrazioni vigenti. Infatti se la prima garantiva un gettito effettivo di 4,4 miliardi, con 400 milioni per detrazioni figli, con la seconda il gettito potenziale raggiunge i 4,75 miliardi, ma in questo caso senza le dovute detrazioni. Insomma, ha spiegato Fassino, «lo Stato non finanzia più le detrazioni», come dimostra il fatto che il 30% delle abitazioni principali, 4,5 milioni di immobili, non pagava (No Tax Area) grazie alla detrazione statale di 200 euro per abitazione e 50 euro per figlio. Detrazioni che non sono previste per la Tasi, ma solo finanziate per soli 500 milioni, e quindi per mettere a punto una detrazione base come per l’Imu si genera un fabbisogno di almeno 1 miliardo, a cui vanno aggiunti altri 200 milioni se si dovesse calcolare la detrazione già applicata per i figli conviventi. Quindi la Tasi, stante questo quadro, non consentirà a molti Comuni di ottenere il gettito perduto da abitazioni principali, terreni agricoli e fabbricati rurali. E se nulla dovesse mutare, il passaggio da Imu a Tasi potrebbe creare serie difficoltà in 10 grandi città italiane, come Roma, Torino, Brescia, Catania, Messina, Milano, Palermo, Bologna, Genova e Napoli. Nel frattempo i tanti che da subito si sono mostrati ostili alla mini-rata Imu di gennaio forse possono cominciare a nutrire qualche speranza. I relatori al dl Imu-Bnkitalia, Fornaro (Pd) e Olivero (Sc), hanno fatto sapere che «si farà tutto il possibile» per evitarne il pagamento e «chiederemo al governo se c’è la volontà di reperire le risorse», che ammontano a circa 400 milioni. I due relatori hanno chiarito «che una soluzione deve essere trovata» per far venir meno il pagamento per i Comuni dove la tassa sulla cassa è stata aumentata, e questa «può essere trovata nell’iter del dl Imu-Bankitalia o nella legge di stabilità».

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