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Sudafrica, parenti in guerra per l’eredità di Mandela

La salma di Nelson Mandela, morto giovedì notte, sarà trasportata in processione per le vie di Pretoria mercoledì, giovedì e venerdì. “Ogni mattina, quando il feretro lascerà l’obitorio per essere trasportato alla sede del governo, dove ci sarà la camera mortuaria, attraverserà la città in un corteo pubblico. Incoraggiamo la popolazione a partecipare”, ha fatto sapere un portavoce del governo.

In attesa dell’ultimo saluto, si è scatenata la “guerra” per la sua eredità, una fortuna da oltre 10 milioni di euro, dai fondi in favore dei bambini sudafricani alle linee d’abbigliamento.

Fondi di investimenti e appartamenti – Tre matrimoni, senza contare quello combinato da cui scappò a 23 anni, sei figli e una ventina di nipoti. Mandela ha avuto una vita affettiva complicata. Ora saranno le due mogli (la prima è morta nel 2004), Winnie Madikizela e Graca Machel, e le tre figlie ancora vive a darsi battaglia. Già a maggio Makaziwe e Zenani Mandela, una figlia della prima moglie Evelyn e l’altra della seconda moglie Winnie, avevano intentato una causa per assumere il controllo di due fondi d’investimento da circa 1,2 milioni di euro ed estromettere dalla gestione George Bizos, avvocato e vecchio amico dell’ex presidente, e Tokyo Sexwale, suo compagno di prigionia a Robben Island. Una vicenda che ha indignato l’opinione pubblica, anche perché l’avvocato delle due figlie era Ismail Ayob, noto difensore degli attivisti anti-apartheid, ed ex amico di Madiba che lui stesso però otto anni fa aveva estromesso dalla gestione dei suoi affari.

Il “marchio” Mandela – Del patrimonio fanno parte anche altri due più noti fondi, il Nelson Mandela Foundation e il Nelson Mandela Children’s Fund, più circa 20 trust intestati a figli e nipoti che gestiscono lussuose proprietà in tutto il mondo. E poi c’è il “marchio” Mandela, che genera un giro d’affari che si aggirerebbe attorno ai 10 milioni di euro sparpagliato in almeno 110 imprese messe su da componenti della famiglia. I diritti d’autore dei tanti libri, film – l’ultimo uscito proprio in questi giorni – e persino due linee d’abbigliamento, irrispettosamente chiamate, Lwft (le iniziali dell’autobiografia “Long Walk To Freedom”) e 46664, il numero del prigioniero Nelson a Robben Island, e gestite dalle nipoti Swati e Zaziwe, figlie di Zenani.

Due che di certo non saranno timide nella lotta per mettere le mani sul patrimonio di Mandela. A febbraio Swati e Zaziwe sono state le protagonista del reality ‘Being Mandela’, che è andato in onda negli Stati Uniti: 13 episodi per raccontare la loro vita a Johannesburg che hanno passato la maggior e su cui, avevano giurato all’epoca, c’era stata la benedizione del nonno.

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