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Tifosi laziali ancora trattenuti in Polonia, Bonino: ‘Tifosi banditi? Da Sinkiewicz parole sconvenienti’

Emma Bonino

Parole «sconvenienti», soprattutto se pronunciate dal responsabile di un dicastero. A meno di 24 ore dalle dichiarazioni del ministro dell’Interno polacco, Barlomiej Sinkiewicz, che aveva bollato come «banditi» i 22 tifosi laziali arrestati a Varsavia il 28 novembre, arriva la replica del ministro degli Esteri Emma Bonino. Evidentemente contrariata dagli ultimi sviluppi di un affaire sul quale l’ottimismo che serpeggiava ieri dopo il bilaterale tra il premier Enrico Letta e il suo omologo polacco Donald Tusk sembra già evaporato. «Sono parole sconvenienti, in particolare per un ministro. La responsabilità è individuale, non si generalizzano colpe eventuali o responsabilità», sono state le parole con cui Bonino ha risposto a Sinkiewicz che ieri, parlando alla tv polacca, aveva anche ricordato come «la legge sia uguale per tutti, sia per i polacchi sia per gli stranieri». Ma gli ultimi sviluppi del caso dei tifosi fermati nel pre-partita tra Legia Varsavia e Lazio non si fermano al botta e risposta tra i ministri. La titolare della diplomazia italiana si è infatti unita alle lamentele dei supporter già rientrati in Italia: «Abbiamo testimonianze di trattamenti inadeguati, come peraltro succede in molti Paesi e anche da noi», ha evidenziato Bonino ricordando come anche la polizia polacca abbia parlato di «manifestanti inconsapevoli» tra i 137 italiani fermati. Persone «prese e trattenute per tre giorni», ha rimarcato il ministro, auspicando «una rapida chiusura» della vicenda e affermando di voler dar credito più alle parole concilianti pronunciate da Tusk che a quelle, al limite della provocazione, di Sinkiewicz. Il ministro degli Esteri è tornata poi sull’argomento nel corso di un convegno alla Farnesina. Ha prima richiamato tutti i connazionali al rispetto delle leggi dei Paesi in cui ci si trova. Ma ha anche precisato, con una punta d’orgoglio, come l’assistenza assicurata dalla Farnesina agli italiani in difficoltà «non passi neanche per la testa» alle altre amministrazioni straniere. Un’assistenza che, ieri, Letta ha fornito ai familiari dei 22 tifosi che lo attendevano a Varsavia, riferendo loro come Tusk, al termine del bilaterale italo-polacco, si fosse detto pronto a «fare di tutto» per evitare lungaggini. Poi, però, Sinkiewicz è tornato a spargere benzina sul fuoco con parole definite «fuori luogo» anche dal presidente della Commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto. Il deputato ha precisato come i 22 non siano banditi, «semmai ultrà», distinzione sulla quale, sulle sponde della Vistola, non sembrano per nulla d’accordo.

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