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Dalla Pisana ok alla legge, quattro societò regionali affidate a Sviluppo Lazio

Sviluppo Lazio assumerà la gestione delle società regionali operanti nel settore dello sviluppo economico e imprenditoriale. La proposta di riordino – che coinvolge Filas, Bic, Unionfidi Lazio e Banca Impresa Lazio (Bil) – è oggi divenuta legge regionale. Ciò comporterà, secondo una stima dell’assessore alle attività produttive Guido Fabiani, un risparmio dai 3 ai 6 milioni di euro in 2 anni. Il consiglio regionale, presieduto da Daniele Leodori (Pd), ha approvato questa sera con 38 voti a favore e 7 astenuti la proposta di legge di iniziativa della giunta, dopo una «maratona» di otto giornate di seduta. Via libera, al termine dei lavori, anche ad alcuni ordini del giorno destinati ad accompagnare l’attuazione della legge. Il testo esce dalla Pisana con le modifiche introdotte da un emendamento, a firma dei presidenti della commissione attività produttive, Mario Ciarla (Pd), e bilancio, Mauro Buschini (Pd), presentato in Aula alla luce del dibattito tenutosi oggi. Alla seduta congiunta ha partecipato l’assessore al bilancio, Alessandra Sartore. L’approvazione dell’emendamento, che ha tenuto conto di osservazioni della minoranza ricordate da Ciarla, ha comportato la decadenza o il ritiro di gran parte dei 1.800 – tra emendamenti e subemendamenti – che erano stati presentati per attribuire al Consiglio un ruolo di maggior rilievo rispetto all’originaria proposta di legge. Hanno preso la parola a favore della legge, nelle dichiarazioni finali, il presidente del gruppo Per il Lazio, Riccardo Valentini, e quello del Pd, Marco Vincenzi. Dai banchi di opposizione hanno dichiarato voto favorevole: Pietro di Paolo (Ncd), Pietro Sbardella per il gruppo Misto, Giancarlo Righini (Fratelli d’Italia), Francesco Storace (La Destra verso An) e Luca Gramazio (Pdl). Il Movimento 5 Stelle, per bocca di Silvana Denicolò, ha invece annunciato la propria astensione. La normativa costituisce applicazione della spending review varata lo scorso 28 giugno dalla Regione. Nel rispetto dello Statuto della Regione, Sviluppo Lazio potrà procedere alla fusione per incorporazione di Unionfidi, Filas e Bic. Invece Banca Impresa Lazio – per un «celere superamento delle criticità» (rilevate anche da Bankitalia) – potrà essere oggetto, anch’essa, di fusione per incorporazione oppure essere sottoposta a liquidazione volontaria, previa però valutazione comparativa dei risparmi, con informativa e parere vincolante delle commissioni competenti. Sviluppo Lazio è stata autorizzata, sempre informando prima la commissione competente, ad acquisire o cedere in permuta le azioni di soci terzi in Bic, Unionfidi e Bil. Dovrà curare, infine, la celere ed efficiente definizione della liquidazione di Asclepion, anche con riferimento alla piena ricollocazione del personale non dirigenziale. Per gli amministratori sono stati indicati nella legge principi di individuazione, mentre sulla base di linee guida del piano industriale triennale – di competenza del Consiglio regionale su proposta di Giunta – particolare attenzione è richiesta, tra gli altri punti, sul numero dei dirigenti. È stato così fissato il limite massimo di una unità di personale dirigente a tempo indeterminato per ogni 30 unità di personale impiegatizio a tempo indeterminato. Tetto alle consulenze e professionisti esterni al 10 per cento del totale dei costi aziendali per il personale. I dipendenti (non dirigenti) di Unionfidi, Filas, Bil e Bic saranno collocati in Sviluppo Lazio o, su base volontaria, in altre società a controllo regionale. Confermata l’istituzione di un ufficio studi, che era stato introdotto in commissione su iniziativa del consigliere Giancarlo Righini (Fratelli d’Italia). Quanto alle competenze, il Consiglio approverà – sempre su proposta della Giunta – non solo le linee guida del piano industriale triennale, ma pure quelle per le modifiche dello Statuto di Sviluppo Lazio per svolgere le attività successive all’incorporazione. Previsto inoltre che sia il Consiglio, su proposta di Giunta, ad approvare il piano per l’utilizzo del fondo regionale per le Pmi, compresa la ripartizione delle risorse.Giunta toccherà infine definire, previo parere vincolante delle commissioni attività produttive e bilancio, il cronoprogramma delle procedure di riordino, le modalità operative per il trasferimento a Sviluppo Lazio dei fondi speciali affidati alle altre società e criteri e modalità per l’affidamento di fondi a gestori privati. La Giunta ogni anno dovrà approvare e trasmettere alla Pisana la relazione di Sviluppo Lazio e una relazione sulle attività di «controllo analogo» esercitato dalle strutture di giunta sulla società. Previste anche audizioni semestrali in commissione per assessori di riferimento e amministratori di Sviluppo Lazio. Approvati, al termine dell’esame della proposta di legge, alcuni ordini del giorno: uno avente ad oggetto gli «strumenti pubblici a sostegno dell’economia locale» a firma di Storace, due presentati da Di Paolo per un tavolo tra organizzazioni di categoria delle Pmi e dell’Abi e, il secondo, per potenziamento e ridisegno del network dei Confidi senza discriminazioni per quelli operanti nel settore agricolo. Via libera anche a un ordine del giorno con primo firmatario Fabrizio Santori (Misto) su «Revoca e scioglimento in caso di gravi irregolarità dell’organo di amministrazione o in caso di mancato o irregolare svolgimento delle funzioni da parte dell’organo di controllo». È stato infine approvato un ordine del giorno, presentato da M5S, sulla preventiva valutazione del personale dirigente eventualmente da ricollocare proveniente dalle società oggetto di riorganizzazione.

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