| categoria: sanità Lazio

SAN CAMILLO/Il dg Morrone: “siamo costantemente boicottati”. Chi ha interesse che le strutture sanitarie pubbliche non funzionino?

Il Direttore generale del San Camillo-Forlanini, Aldo Morrone

Il San Camillo-Forlanini rappresenta una struttura sanitaria pubblica d’eccellenza nel territorio romano, ma c’è qualcuno che vuole fargli terra bruciata. Diverse vicende sono finite sulle prime pagine dei giornali, dai bagni divelti trovati durante l’ispezione della Lorenzin, alle polizze assicurative, a minacce e pressioni. Nei giorni scorsi, un uomo è morto dopo essere precipitato da una finestra del padiglione di cardiologia all’interno dell’ospedale. Aveva 60 anni, si è schiantato su una tettoia ed è deceduto sul colpo. «Abbiamo parlato con la vedova per capire cosa fosse successo in quella famiglia – ha detto Aldo Morrone, direttore generale del San Camillo-Forlanini – negli ultimi anni ha avuto una storia molto drammatica e dolorosa, mi sono tenuto costantemente aggiornato sulla situazione». «Non abbiamo nulla da nascondere – ha continuato il direttore generale – e siamo costantemente boicottati da persone che hanno degli interessi». Chi ha interesse che il pubblico non funzioni? Si vuole forse colpire le strutture sanitarie pubbliche per farle chiudere e incentivare così il privato? «C’è una capacità di critica a volte non costruttiva nei confronti delle strutture pubbliche – ha continuato Morrone – quasi che le cose negative siano tipiche delle Asl mentre invece altrove va tutto bene. Credo che il discorso sia più ampio. Dal 2007 il piano di rientro ha portato il debito da 2 miliardi a 400 milioni, e probabilmente la Regione Lazio prevede di ridurlo ulteriormente a 100 milioni il prossimo anno. Il blocco del turn-over ha determinato situazioni di difficoltà». Il San Camillo ha un dipartimento di emergenza tale, che da solo rappresenta un ospedale all’interno di un ospedale, dove arrivano circa 2 milioni e mezzo di cittadini, per cui risente di una complessità notevole essendo un ospedale di rilievo nazionale. «Il servizio sanitario nazionale – ha detto Morrone – è una conquista che dobbiamo difendere a tutti i costi. Non è vero che abbia dei costi che non possono essere supportati, c’è uno spreco di risorse che ha portato un dissesto finanziario, mentre una migliore applicatezza determinerebbe un risparmio, secondo noi, di 20 miliardi di euro a livello nazionale». Intanto, in termini numerici, solo nel 2011, sono state registrate 90 milioni di prestazioni radiologiche in Italia su 60 milioni di cittadini, con risultati negativi pari al 92-97% dei casi. Cifre che mettono in risalto la tendenza, generalizzata, al bisogno dei cittadini di farsi curare anche quando non sussistono i presupposti di malattia. Intanto, il direttore generale del San Camillo ha concluso le prove della selezione per manager della Asl e, come gli altri, è in attesa di conoscere la short list dei direttori generali. A pochi mesi dalla scadenza del suo mandato al San Camillo, prevista per la prossima primavera, Morrone manda gli auguri al suo successore, ricordando “questa è una grande struttura”. Alessandra De Gaetano

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