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Forconi, sgomberato dalla polizia un blocco alla frontiera di Ventimiglia

I forconi puntano alle frontiere. Nel quarto giorno di proteste un gruppo di manifestanti ha bloccato per due ore l’accesso alle frontiere con la Francia mettendo di traverso alcune auto lungo la statale Aurelia. Si sono registrati tafferugli tra i dimostranti e le forze dell’ordine che hanno liberato i varchi. La polizia ha sparato lacrimogeni per allontanare i manifestanti e ci sono stati contatti, spintoni, ma nessuna carica. Il traffico era in tilt e i mezzi non potevano raggiungere né la frontiera di Ponte S.Ludovico né quella di Ponte S.Luigi. I manifestanti, che saranno tutti identificati e denunciati per manifestazione non autorizzata, hanno annunciato che si sposteranno verso la barriera autostradale della A10.

Si prospetta quindi un’altra giornata difficile per l’ordine pubblico, mentre il ministro dell’Interno Angelino Alfano si prepara a riferire alla Camera sulle proteste che stanno scuotendo il Paese. Ieri il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha dichiarato che le proteste sono di “una minoranza che non rappresenta il Paese”. Il leader dell’esecutivo ha incassato ieri una nuova fiducia in Parlamento. Il movimento aveva minacciato “un’azione eclatante” in caso di conferma al governo. Una manifestazione nazionale a Roma per “riprenderci lo Stato” come hanno dichiarato i leader del movimento, di cui si saprà la data con certezza tra oggi e domani.

Il nuovo segretario del Pd, Matteo Renzi, si è augurato che “si limitino a manifestare” in modo civile. Il sindaco di Firenze ha suddiviso poi gli incidenti di Milano (“molto da ultrà da stadio”) con la vicenda di Torino: “Decisamente peggiore, va capito che tipo di messaggio c’è”. Una delle immagini che ha fatto più discutere è stato l’arrivo di uno dei capi del movimento, Danilo Calvani, a bordo di una Jaguar. Il leader si è difeso: “Non è mia, è di un amico”, ma non è bastato a fermare le polemiche. Renzi ha commentato l’immagine: “Beh, però, per essere un forcone…”

La piattaforma di adesioni alle proteste si è allargata a macchia d’olio rispetto alle origini del movimento, nato in Sicilia nel gennaio 2012 come una rivolta di autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburante e contro le condizioni in cui erano costretti a lavorare. In questi tre giorni a protestare nelle strade sono stati visti anche venditori ambulanti, precari, studenti, disoccupati, immigrati e persino ultras delle curve calcistiche ed estremisti di destra.

A Torino invece, dopo tre giorni di disagi alla circolazione e al commercio, la situazione si presenta più tranquilla. Hanno riaperto i mercati cittadini e al momento non ci sono blocchi stradali, ma solo presidi.

Anche a Barletta, uno dei centri più colpiti dalle proteste, questa mattina c’è un solo presidio sulla statale 16. Una ventina i manifestanti radunati in piazza della Prefettura con l’intenzione di sfilare in corteo.

Ad Albenga (Savona) l’Aurelia è bloccata fino ad Alassio a causa di un corteo che sta bloccando il traffico. Il traffico è stato deviato sulla strada

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