| categoria: sanità

STAMINA/ 2 – Il tribunale dell’Aquila dice sì al metodo per Noemi

Via libera da parte dei giudici dell’Aquila al metodo Stamina per Noemi, la bimba di 18 mesi di Guardiagrele (Chieti), per la quale lo stesso tribunale aveva negato la cura. Il 25 novembre scorso infatti un ‘nò al metodo Stamina per Noemi dal giudice del lavoro dell’Aquila; prima altri due esiti negativi dai giudici di Chieti. ‘È bellissimo, e l’ordinanza è definitiva«, ha spiegato Andrea, il papà di Noemi, che con il suo avvocato aveva presentato reclamo al no del giudice. E al governatore della Regione Abruzzo, Chiodi, Andrea dice: »Ora non ha più scuse«. La storia di Noemi comincia da Guardiagrele, cittadina abruzzese di circa 10mila abitanti, in provincia di Chieti. La bimba ha un fratellino, Mattia di 5 anni, non affetto da questa terribile malattia genetica che colpisce soprattutto i bambini e progressivamente atrofizza i muscoli, riducendo via via la cassa toracica e impedendo ai polmoni di espandersi e quindi di respirare. Nei giorni scorsi il Tar del Lazio aveva sospeso la commissione del ministero della Salute che aveva bocciato il metodo Stamina di Davide Vannoni, perchè »non imparziale«, e lo stesso ministro Lorenzin ha annunciato che una nuova commissione incaricata di esaminare la questione sarà insediata al più presto. Sul metodo Stamina interviene oggi anche il presidente della Regione Veneto, Zaia: »Se dovesse arrivare dal Ministro della Salute una richiesta di aiuto, le strutture sanitarie del Veneto si rendono pienamente disponibili ad assicurare il necessario supporto«. Nettamente contraria a Stamina è la senatrice a vita Elena Cattaneo: »l’ unica sperimentazione attendibile con l’utilizzo di cellule staminali effettuata in Italia, è stata quella per la cura delle cornee sostenuta dall’Università di Modena-Reggio Emilia con l’ospedale San Raffaele di Milano.Il progetto Stamina non ha alcun valore scientifico«, ha sottolineato.

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