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E se i Forconi fanno sul serio?

E se i Forconi fanno sul serio? Se mantengono quello che promettono? La vecchia politica avrebbe saputo come rispondere. Trattativa e congelamento della situazione fino allo sfinimento dell’avversario. Ma i nuovi politici? Mostrano di temere l’aspetto eversivo della protesta, non quello strutturale. Temono per l’ordine pubblico non per quello che la protesta sottende. Non è folklore, l’immagine del leader che se ne va in Jaguar non deve distrarre e deviare il discorso su un versante macchiettistico. Qui c’è di mezzo una fetta di paese che non ne può più. La conferenza stampa dei portavoce del movimento (che appare strutturato, organizzato, capace ed efficace) hanno dato delle risposte chiare ai giornalisti. Non ci interessa incontrare Berlusconi né Grillo, né tantomeno il leghista Salvini. Vale a dire, non ci facciamo strumentalizzare da nessuno e manteniamo la nostra autonomia di manovra. I Forconi possono cedere solo per stanchezza, ma possono fare male parecchio. Non solo nell’immediato, nel pratico, ma nel medio termine e nella espressione stessa del movimento. Se la gente non riesce ad arrivare alla fine del mese e il governo non trova il modo di distribuire subito soldi a tutti, lavoratori e imprese, si rischia la moltiplicazione dei movimenti dei forconi.

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