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Letta ci prova, stop con i soldi ai partiti. Grillo lo rimbecca: ora restituisci 54 milioni di rimborsi elettorali

L’annuncio è arrivato in mattinata via twitter dal premier in persona: il governo approverà oggi l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. «Avevo promesso ad aprile abolizione finanziamento pubblico partiti entro l’anno. L’ho confermato mercoledì. Ora in consiglio dei ministri manteniamo la promessa», ha affermato Letta. Il consiglio dei ministri in corso, oltre al pacchetto sviluppo e alle misure per il contenimento delle tariffe elettriche, gas ed RC-auto, ha varato dunque anche un decreto ad hoc per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. E a Cdm ancora in corso prima il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello conferma con un tweet: «Una è andata: abolito il finanziamento pubblico ai partiti! Ora avanti con riduzione del numero dei parlamentari. Ecco i fatti». Poi il vicepremier Alfano ribadisce con un altro tweet: «In Cdm abbiamo appena abolito il finanziamento pubblico ai partiti. Per decreto. Impegno mantenuto!».
Letta ha chiarito in conferenza stampa che «il testo del decreto legge è quello del ddl approvato dalla Camera» lo scorso 16 ottobre. E spiega: «Quando il governo è nato tra le priorità aveva l’abolizione del finanziamento con una riforma e un nuovo sistema basato sulla volontarietà dei cittadini e indicammo entro fine anno il termine, perché la riforma ha una fase transitoria e scavallando l’anno ci sarebbe stato un rinvio». Inoltre, aggiunge Letta, «il cittadino che vuole dare un contributo al partito lo può dare, con il 2 per mille, un sistema che non frega il cittadino: se il cittadino non opta, il contributo rimane allo stato. Oppure, esiste la contribuzione volontaria.
In base al testo approvato alla Camera lo scorso 16 ottobre, un privato che vorrà sostenere un partito politico non potrà donare più di 300mila euro l’anno (che diventano 200mila per soggetti diversi da persone fisiche) e godrà di detrazioni al 37% tra i 30 euro e i 20mila euro e al 26% tra i 20mila e i 70mila euro. Le spese per l’iscrizione a scuole o corsi di formazione politica saranno detraibili al 75% fino a un massimo di 750 euro l’anno. I partiti potranno raccogliere fondi anche con gli sms o con altre applicazioni da telefoni. Con il via libera di Montecitorio crescono i fondi per la cassa integrazione dei dipendenti dei partiti politici: ai 15 milioni già previsti per il 2014, ne sono stati aggiunti 8,5 per il 2015 e 11,25 per il 2016. Prevista anche una penalizzazione sui contributi per i partiti che non promuovono le quote rosa nelle loro liste.
L’annuncio di Letta e’ stato seguito anche da un attacco di Beppe Grillo: “Basta con le chiacchere @enricoletta”, scrive il comico su twitter. “Restituisci ORA 45 milioni di euro di rimborsi elettorali del Pd a iniziare da quelli di luglio. #bastaunafirma”.

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