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Dopo il fondo per il cuneo arrivano il condono per le spiagge e 950 milioni per gli esodati

La maratona notturna della Commissione Bilancio in cui si dovrebbe concludere l’esame della legge di stabilità deve mettere in conto qualche buccia di banana da evitare per non incorrere in scivoloni. Gli emendamenti presentati dal governo e dal relatore Maino Marchi (Pd), se da un lato hanno trovato soluzioni accettate da tutti su alcuni nodi, dall’altro hanno suscitato più di un malumore. Senza contare l’emendamento di iniziativa parlamentare sulla nuova Tobin tax, su cui l’esecutivo rischia di «andare sotto». La difficoltà di trovare un equilibrio è dimostrata dal ritardo di 12 ore nella presentazione degli emendamenti, slittata da sabato sera a domenica mattina, con conseguente rinvio anche della Commissione Bilancio, convocata alle 23. Non sarà una seduta facile e il presidente Francesco Boccia è tentato di portare avanti i lavori «no stop» evitando ulteriori accantonamenti dei temi caldi. Sul Fondo taglia cuneo fiscale, l’equilibrio è stato trovato prevedendo che le risorse che arriveranno da spending review e da lotta all’evasione siano suddivise in due parti uguali per la riduzione delle imposte: da una parte a favore di imprese (Irap sul lavoro) e autonomi, dall’altro i lavoratori dipendenti e i pensionati. Fatto salutato positivamente anche dal leader Cisl Raffaele Bonanni. E sempre sul fronte del lavoro, arrivano 950 milioni di euro per tutelare 17.000 esodati fino al 2020. Non ha sollevato obiezioni neanche la norma per favorire la costruzione di nuovi stadi o la ristrutturazione di quelli esistenti: essa adotta il «modello inglese», dando cioè la possibilità al costruttore di edificare attorno allo stadio degli edifici commerciali connessi, ma escludendo la costruzione di case o quartieri residenziali. I malumori arrivano con la norma sulle spiagge, con una sanatoria dei contenziosi sui canoni demaniali a favore di circa 300 aziende medio-piccole: con il 30% si chiude la vicenda, o con il 70% se rateizzato in 9 anni. Non proprio edificante se proposto da chi ha sempre stigmatizzato i condoni. Non è invece entrata la norma sul rientro dei capitali dall’estero, la cui bozza è circolata nei giorni scorsi: anche essa una sanatoria. L’emendamento sul Fondo taglia tasse prevede però la possibilità di entrate «una tantum», il che fa pensare non tanto a uno nuovo «scudo» in stile Tremonti quanto a un possibile accordo con la Svizzera. Soddisfa la maggioranza invece l’emendamento del governo in favore del comparto sicurezza (100 milioni), annunciato dal vicepremier Angelino Alfano in persona, subito attaccato dagli ex colleghi di Forza Itlaia, per i quali «è troppo poco». Attesa anche la norma che copre il «buco» da oltre 20 miliardi dell’Inps dovuto all’incorporazione dell’Inpdap e dei suoi debiti. Ed apprezzato il nuovo «bonus bebè», voluto dal premier Letta. Destano invece malcontento i numerosi emendamenti che distribuiscono soldi «a pioggia», a causa delle rimostranze dei deputati che hanno visto escludere le loro proposte dai benefici. Il nodo più delicato rimane la nuova versione della Tobin tax, con l’emendamento bipartisan a prima firma Luigi Bobba (Pd) che amplia la platea a tutti i derivati, pur abbassando l’aliquota (da 0,2% a 0,01%). Il governo finora l’ha stoppato ma stanotte si dovrà votare.

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