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Autonomia “catalana” alle Regioni, stop al cumulo nelle pensioni d’oro

Le Regioni a statuto ordinario diventa più agevole ritagliarsi una maggior autonomia rispetto a quella attuale, assumendo le competenze simili a quelle che ha la Catalogna in Spagna, a cui molti si sono ispirati negli anni passati. È infatti stata introdotta nella legge di stabilità una norma che accelera le procedure con cui le Regioni possono chiede allo Stato questa maggior autonomia. Altra grande novità potrebbe essere approvata in nottata, ed è la sospensione del pagamento della pensioni a chi ha un assegno «d’oro» ma ha assunto una carica pubblica. La commissione Bilancio della Camera ha fatto slittare per sei ore l’inizio della seduta, poi ripresa solo alle 18, per trovare l’intesa su una serie di punti caldi ancora da risolvere. Su alcuni è stata trovata una soluzione, come sul «capacity payment» delle centrali elettriche, sul quale è stato approvato un emendamento di compromesso. Su altri punti è continuato il braccio di ferro tra governo e maggioranza, con particolare tensioni sul tema della Tobin tax, dove l’Esecutivo ha rischiato di ‘andare sottò e sul quale il voto è stato rinviato alla seduta notturna. Uno dei nodi risulta essere il divieto di cumulo tra pensioni d’oro e stipendi per cariche pubbliche. Su questo i deputati del Pd hanno presentato tre diversi emendamenti che pongono diversi tetti all’ammontare dell’assegno. Tutti chiedono comunque che sia sospeso il pagamento del vitalizio o della pensione se il beneficiario ha anche uno stipendio per un incarico pubblico. La norma è stata ribattezzata «norma Amato». Tra i temi che sono andati in porto c’è invece una importante novità che riguarda le competenze delle Regioni a Statuto ordinario. L’articolo 116 della Costituzione prevede la possibilità che esse possano chiedere che lo Stato gli attribuisca «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia», riguardanti sia le materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni, sia alcune materie di competenza esclusiva dello Stato (giudici di pace, istruzione, tutela dell’ambiente). L’attribuzione viene sancita da una legge dello Stato approvata dal Parlamento su iniziativa del governo. L’emendamento a prima firma di Simonetta Rubinato (Pd) stabilisce che «il Governo si attiva sulle iniziative delle Regioni presentate al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per gli affari regionali ai fini dell’intesa nel termine di 60 giorni dal ricevimento». Questa nuova norma, precisa ancora l’emendamento, «si applica a partire dalle iniziative presentate prima dell’entrata in vigore della presente legge in applicazione del principio di continuità degli organi e delle funzioni. In tal caso, il suddetto termine decorre dall’entrata in vigore della presente legge». Se le Regioni a statuto ordinario vogliono dunque aumentare le loro competenze hanno tempo fino al primo gennaio prossimo (data di entrata in vigore della legge) per attivare la procedura accelerata da parte del Governo. La commissione voterà in nottata e nella mattina di domani tutti i principali emendamenti a partire da quello sul Fondo taglia-cuneo fiscale.

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