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IL PUNTO/ Renzi e la tentazione del dialogo con FI. La freddezza del Colle

Giorgio Napolitano e Matteo Renzi si sono parlati a quattr’occhi pochi giorni fa. E sui temi caldi delle riforme, della legge elettorale e del governo le posizioni reciproche sono note. Ma certo se i gesti hanno un significato, la scelta del sindaco di lasciare oggi Quirinale senza commentare il discorso del Capo dello Stato alle alte cariche dello Stato può rappresentare la spia di come il Sindaco abbia valutato questo intervento. Certo, ci sta anche il fatto che il segretario Pd è per definizione ‘allergicò alle cerimonie troppo formali, ma il gesto non è passato inosservato. La versione ufficiale sulle parole del presidente Napolitano, affidata al commento di Maria Elena Boschi, è che il presidente della Repubblica indica sulle riforme «esattamente gli stessi obiettivi che intende perseguire il Pd». Ma,di fatto, dal capo dello Stato viene confermata la blindatura del governo, si ragiona in ambienti parlamentari della maggioranza, e soprattutto l’indicazione di perseguire con rapidità sulla strada delle riforme collegate alla legge elettorale. Un percorso che per Renzi ha più di qualche incognita. Da qui le perplessità del Sindaco che qualcuno, in Parlamento, traduce con una situazione di freddezza con il Colle. In ambienti vicini al segretario del Pd, infatti, si teme che mettere in parallelo le due cose possa portare a un rinvio alle calende greche della legge elettorale. Con il rischio di arrivare alle motivazioni della Consulta, che avrebbero come conseguenza una sorta di ‘super-Porcellum’. Dunque i tempi sono stretti e, per questo, Renzi è intenzionato ad andare a vedere le carte anche di Forza Italia e del Movimento Cinque stelle, con i quali cercare un accordo magari su un Mattarellum corretto. Lo dice chiaramente Dario Nardella, tra gli uomini più vicini al leader Dem: Forza Italia, dice rivolgendosi direttamente a Renato Brunetta, «avanzi subito una proposta per il ripristino del Mattarellum. Sono certo che il Pd sarà pronto a prenderla in considerazione». Un’ipotesi di questo tipo rappresenterebbe, però, uno ‘strappò visto che l’intesa sarebbe all’esterno della maggioranza. Per questo non si chiude al dialogo che – secondo quanto viene riferito starebbe tessendo in particolare il ministro degli Affari Regionali Graziano del Rio – all’interno delle forze che sostengono il governo Letta e dunque anche con Ncd. La partita vera, comunque, si giocherà alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa natalizia. Sarà allora che il segretario dovrà provare a forzare sulla riforma del Porcellum. Vincendo anche i timori di quanti, Ncd in testa, ma anche governativi Dem, temono che la riforma della legge elettorale possa portare con sè la tentazione di elezioni anticipate. Il segretario, però, starebbe studiano, secondo quanto viene riferito, una mossa che dia un segnale di rassicurazione sulle sue intenzioni nei confronti di Letta. L’idea – racconta qualcuno dei suoi – sarebbe anche quella di ricandidarsi, appena tecnicamente possibile, alla sedia di primo cittadino di Firenze come elemento di distensione nei confronti dell’attuale Esecutivo: Un modo per avvertire che ora pensa più al partito ed alla gestione della sua città e non alla premiership.

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