| categoria: sanità Lazio

Finalmente, arriva il nuovo sub-commissario Botti. E’ il creatore del “modello lombardo”

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha nominato Renato Botti sub commissario alla Sanità della Regione Lazio. Lo si legge in una nota del Tesoro, in cui viene sottolineato che «i ministri Saccomanni e Lorenzin hanno espresso la loro soddisfazione e hanno rivolto al nuovo commissario gli auguri di buon lavoro, sottolineandone l’alto profilo professionale e l’esperienza maturata nel settore».
Nato nel 1957 a Caracas, Renato Botti vanta un curriculum di tutto rispetto. Presidente del Gruppo Merceologico Sanità di Assolombarda, membro della commissione sanità della Confindustria. Direttore Generale della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor di Milano. Membro dei Consigli di Amministrazione di Molmed Spa e Telbios Spa – società partecipate dalla controllata Science-Park Raf e da primari gruppi industriali e finanziari italiani, che operano, rispettivamente, nel settore delle biotecnologie e della telemedicina-teleassistenza. E poi, dal 1997 al 2002, potente direttore generale dell’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia. Insomma un pezzo da 90 della sanità lombarda. Pare gradito al Mef, nella persona di Francesco Massicci, il deus ex machina indiscusso nella gestione economica dei Piani di rientro dal deficit sanitario che, dal ministero dell’Economia, decide chi “promuovere” e chi “bocciare” nella gestione dei Piani. Un verdetto fondamentale per poter attingere a quella parte dei finanziamenti sanitari che a queste regioni vengono dati ormai da anni solo in base ai risultati raggiunti nel risanamento dei conti. La nomina – dicono – potrebbe essere vista di buon occhio dall’imprenditoria sanitaria milanese che fa capo a Giuseppe Rotelli, nuovo patron del San Raffaele di Milano, crescenti interessi nel centro-sud e una quota molto importante nel Corriere della Sera. Botti è un tecnico capace, dunque, ma è anche espressione di un preciso sistema politico-finanziario ed è stato molto vicino a Formigoni. Conterà tutto questo, e quanto? Escono di scena gli evanescenti Gianni Giorgi e Giuseppe Antonio Spata, i due subcommissari governativi che proprio nei giorni scorsi avevano avuto un sussulto di dignità denunciando le incongruenze e le bugie sanitarie di Zingaretti, entra un outsider di lusso. In questi mesi passati di nomi ne sono girati tanti. Tra questi quello di Giovanni Bissoni, presidente di Agenas, di Massimo Russo, il magistrato siciliano ex assessore alla Sanità dell’isola, di Fulvio Moirano, direttore di Agenas e di Francesca Basilico, ex capo staff della segreteria tecnica dell’ex ministro della Salute Ferruccio Fazio. Anche la Lorenzin aveva i suoi candidati e la lunga anticamera fatta da Botti nasconde un lungo braccio di ferro. Difficile dire chi ha vinto. Basta che funzioni.

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