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CALCIO/ Inchiesta Ue sugli aiuti di Stato a Real e Barca

Ci sono «seri dubbi» che Real Madrid, Barcellona, Atletic Bilbao, Valencia e altre tre club spagnoli abbiano avuto aiuti di stato che violano le norme europee. Così dopo anni di indagini preliminari, partite da alcuni esposti, il Commissario Ue per la Concorrenza, lo spagnolo Joaquin Almunia, ha deciso di aprire tre distinte inchieste approfondite. Se emergerà che gli aiuti erano davvero illegali, lo stato spagnolo dovrà esigere il rimborso. Per l’inevitabile collegamento al ‘doping finanziariò e alle eventuali ricadute sulle distorsioni della competizione sportiva, Almunia non fa però supposizioni: «Non sono Platini, non so cosa l’Uefa debba fare o farà». Proprio ieri Almunia era stato accusato dal ‘difensore civicò europeo, Emily ÒReilly, di aver insabbiato le denunce per legami con l’Athletic Bilbao, di cui è notoriamente tifoso. «Accuse che mi fanno ridere, visto che in Spagna mi hanno detto che sono anti-spagnolo» commenta, aggiungendo di essere «assolutamente al di sopra di ogni possibile conflitto di interessi». E ricordando che a marzo ha aperto l’indagine sul calcio olandese, precisa che sono possibili interventi «su altri club europei». Il primo filone di inchiesta sulla Spagna è legata ai vantaggi fiscali concessi a Real, Barcellona, Athletic Bilbao e Osasuna che sono stati esentati dall’obbligo a trasformarsi in società per azioni ottenendo il vantaggio di poter applicare un’aliquota fiscale del 25% invece di quella del 30% per le SpA. I ‘merenguè sono «titolari» unici anche del secondo filone, per una operazione immobiliare col comune di Madrid, che nel 2011 ricomprò per 22,7 milioni di euro terreni che lo stesso comune nel 1998 aveva ceduto per l’equivalente di 595mila euro. La terza inchiesta riguarda le garanzie concesse dall’ istituto finanziario della regione valenciana a copertura di prestiti vitali per la sopravvivenza di Valencia, Hercules e Elche. Nel mirino, una prima garanzia del 2009 per un finanziamento da 75 milioni dalla Bankia (principale protagonista del salvataggio europeo a carico dei contribuenti) alla fondazione del Valencia, usati per l’acquisto di azioni del club, garanzie aumentate di 6 e 5 milioni rispettivamente nel 2010 e ancora quest’anno per coprire interesse e costi del mancato rientro del primo prestito. Ed ancora, garanzie per 18 milioni all’Hercules e 14 milioni all’Elche. «Il governo intende difendere i club fino alla fine. Non c’è stato nulla di illegale, ma mi preoccupa il danno che può essere fatto alle nostre società» ha tuonato il ministro degli esteri, Josè Manuel Garcia-Margallo. Lo stesso che peò lunedì scorso aveva annunciato l’apertura di una inchiesta sull’Athletic Bilbao per la costruzione dello stadio. Indagine che invece non è stata aperta. Il capo dello sport spagnolo, Cardenal, ha invece sostenuto che la tassazione sui club spagnoli «è molto più alta di quella delle società tedesche, inglesi, francesi e italiane». Ma la Commissione osserva che per concedere gli aiuti, lo Stato deve presentare piani di ristrutturazione delle società e dimostrare che «limitano le distorsioni del mercato». Piani che non sono mai stati presentati.

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