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GIAPPONE/ Scandalo tangenti, si dimette il governatore di Tokyio

Il governatore di Tokyo, Naoki Inose, ha annunciato le sue dimissioni, a seguito di uno scandalo finanziario di presunte tangenti risalenti alla sua campagna elettorale del 2012. «Ho deciso di dimettermi», ha dichiarato in una conferenza stampa organizzata in tutta fretta, precisando di avere consegnato la sua lettera di dimissioni al presidente del Consiglio comunale di Tokyo. «Ho tentato di spiegarmi all’assemblea, al popolo di Tokyo e al Paese – ha aggiunto – ma non ci sono riuscito». Da circa un mese Inosi, uno scrittore di 67 anni eletto il 16 dicembre 2012 alla guida della città, si batteva strenuamente per dimostrare la sua innocenza di fronte alla scoperta di un prestito di 50 milioni di yen (370 mila euro) ricevuto in piena campagna elettorale per la conquista del comando di una delle più grandi metropoli del mondo. L’ormai ex governatore ha cercato di dimostrare la sua buona fede, affermando che si era trattato di un prestito personale e non destinato alla sua campagna. Peccato che il prestito gli era stato accordato da una organizzazione ospedaliera risultata coinvolta in un finanziamento illegale. Il gruppo Tokushukai era stato fra l’altro oggetto di una inchiesta e sei persone erano state arrestate per frode elettorale organizzata. Nessun riferimento a questo denaro compariva nei conti della campagna di Inose. Davanti ai consiglieri comunali e ai giornalisti, il governatore aveva presentato nelle scorse settimane dei documenti, destinati, nelle sue intenzioni, a dimostrare che il prestito era stato comunque integralmente rimborsato. Inose si era fatto conoscere all’estero per aver promosso la candidatura di Tokyo ai giochi olimpici 2020. Avrebbe infine deciso di gettare la spugna sotto la pressione di quanti temevano che il caso potesse intaccare la reputazione della città. La legge giapponese punisce la presentazione alle autorità competenti di rendiconti elettorali inesatti con un massimo di tre anni di prigione e 500.000 yen (3.700 euro) di ammenda. Le nuove elezioni dovranno essere organizzate entro 50 giorni.

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