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Letta, diplomazia motore di crescita, stop ai tagli lineari

– Enrico Letta chiama a raccolta gli ambasciatori per fare da sponda alla crescita che sta mostrando i suoi primi segnali, con obiettivi «alla portata» di un pil 2014 all’1% e al 2% l’anno dopo. E dalla conferenza degli Ambasciatori la diplomazia italiana risponde compatta all’appello, pronta a fare la sua parte con «abnegazione», assicura Emma Bonino. Ma non senza rimarcare la nota dolente, il taglio delle risorse, che rischia – avverte il ministro degli esteri – di «trasformare un risparmio in un disinvestimento». Parole che il premier non lascia cadere nel vuoto. Riconosce che la Farnesina è stati tra i più penalizzati dalla logica «perversa, senza intelligenza, dei tagli lineari» ereditati dal passato. E rassicura che il governo sta tentando di rimediare: con la spending review – dice ai 126 capo missione arrivati dai 4 angoli del pianeta – «cerchiamo di eliminare i tagli lineari». I diplomatici ascoltano con il Segretario generale, Michele Valensise, che chiede «rispetto» per la Farnesina «anche attraverso l’assegnazione di risorse adeguate» per evitare di dover «ridimensionare gli obiettivi» cosa che «sta già avvenendo», «dobbiamo esserne consapevoli». «Dopo 8 mesi in cui il Governo ha vissuto sulle montagne russe, ora bisogna pensare in grande»: «ce la faremo», rilancia Letta non senza lodare l’azione dei diplomatici, a cominciare dalla Bonino che ha «considerato punto fermo» della sua squadra dai «giorni convulsi della formazione» dell’esecutivo. E scherza con gli ambasciatori, quelli che incontra nelle sue missioni: «il miglior profumo è quello del carburante quando l’aereo del premier riparte….», racconta dicendo di averlo imparato 20 anni fa, quando era agli Esteri con Andreatta. Poi torna sulla crescita e sulle prossime scadenze come l’Expo 2015, «grandissima opportunità per i paese». Alla Farnesina incassa il pieno sostegno per una «diplomazia della crescita» che – ricorda Bonino – si basa su due obiettivi «chiari», promuovere l’immagine dell’Italia all’estero e attrarre investimenti. Il paese sta «in piedi, comincia a marciare e bisogna farlo correre», dice parlando delle ambasciate come prima porta di ingresso e vetrina. Letta parla anche della prossima presidenza italiana Ue che Roma vuole guidare senza «impantanarsi» ma con la svolta crescita-lavoro dopo anni di crisi e austerità. Combattendo il rischio ‘populismì, torna a dire. La Bonino gli fa eco: l’Europa è a un bivio, «retrocedere o avanzare». Bisogna «reagire alla disaffezione per il progetto europeo e all’emergenza nazionalismi e populismi» che vedono l’Unione «vincolo, capro espiatorio di misure sgradite, ma necessarie». L’Italia – ricorda Bonino – ha «una priorità che sovrasta le altre, la crescita» e anche «la politica estera deve mettersi al servizio». Come dimostra il titolo della Conferenza – «L’Italia attrae il mondo: la diplomazia italiana per investire nel sistema Paese» – che si chiuderà domani con l’intervento del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Conferenza che ha affrontato anche i temi caldi internazionali, dalla Siria all’Afghanistan e l’Iran. E, ovviamente, i marò: Letta conferma l’impegno quotidiano per riportarli a casa, la Bonino parla di «fase delicata ma finale» e domani a parlarne sarà l’inviato Staffan de Mistura in una sessione a hoc della conferenza a cui – in tempi di stretta – gli ambasciatori sono arrivati pagando personalmente il conto, tiene a precisare il loro ministro.

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