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GIOCHI DI SOCI/ Zoeggeler ancora sullo slittino a 40 anni, ‘l’emozione non cambia’, sfilerà col tricolore

A 40 anni ci sono ancora budelli da sfidare e ghiaccio da solcare. Armin Zoeggeler, carabiniere, papà e bicampione olimpico, a Soci festeggia la sua sesta partecipazione ai Giochi: venti anni a cinque cerchio fatti di vittorie e podi, con due ori, un argento e due bronzi, il primo proprio nel ’94 a Lillehammer, ma anche sei titoli mondiali e dieci Coppe del Mondo. A febbraio nella città russa rappresenterà l’Italia sfilando alla cerimonia inaugurale con il tricolore. «È cambiato tutto – dice il Cannibale azzurro – l’aerodinamica della slitta, e poi atleticamente, le tecniche: ma io mi sto preparando al meglio e cercheremo di fare il nostro meglio. Siamo atleti e il compito è arrivare al top agli eventi. A soci andrò a fare, come ho sempre fatto, il mio mestiere: le Olimpiadi per un atleta sono il massimo e conquistare le medaglie lo è ancora di più. Sarà molto difficile salire sul podio, ma ci proveremo». I rivali per Zoeggeler non sono gli anni perchè sullo slittino l’altoatesino è sempre un numero uno, ma la carica dei giovani che si sta facendo largo, anche in Italia (primo fra tutti Dominik Fischnaller). «È importante che si stia facendo strada una nuova generazione – dice Zoeggeler – solo così questo sport può andare avanti. Sono arrivati e hanno tutto per diventare campioni». Ad Armin chiedono consigli: «È giusto che sia così, la mia esperienza conta». E dopo tanti anni di gare l’emozione olimpica non cambia: «La prima l’ho fatta molto giovane, a 20 anni e non capivo cosa succedeva e cosa significasse vincere una medaglia. Adesso sicuramente sono cambiato molto. Il mio segreto? Stare sempre indietro, allenarmi molto e fare molti sacrifici. Ho avuta molta fortuna nella mia carriera e non mi sono mai fermato». Nemmeno alla soglia dei quaranta, quando la dieta è importante quanto l’allenamento: «Bisogna fare attenzione, ma l’unico tabù è l’alcol e la grappa…» sorride l’azzurro. Inseguendo la medaglia ‘n’ della sua interminabile carriera tutto il resto può aspettare. «Ho tante idee per la testa, ma le devo filtrare… dice l’olimpionico – La tv? Ho imparato a dire mai dire mai, ma per ora non ci penso».

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