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Natale a Terranuova Bracciolini. Fiere, mercatini e iniziative per tutti


Non solo i toscani possono programmare un Natale a Terranuova Bracciolini: infatti le iniziative previste qui sono talmente varie e numerose da poter chiamare a raccolta turisti e curiosi anche da altre regioni italiane. Il calendario è fitto e ricco e capace di coinvolgere grandi e piccini (vedi articoli correlati). Anche il territorio stesso merita una qualche attenzione, al di là dei pregiudizi che ne fanno una zona schiava del famoso outlet di Prada (che in effetti attira pullman carichi di turisti da tutto il mondo e del tutto disinteressati a visitare monumenti e palazzi di cui invece la città è ricca). Tanto per cominciare, Terranuova Bracciolini può vantare origini plurimillenarie, visto che risulta abitata fin dalla preistoria (età della pietra): l’antica via dei Setteponti (la Cassia Vetus) conta infatti toponimi (Gropina, Pernina, Ciuffenna, Agna…) chiaramente riferiti a presenze preromane e etrusche. Ottima in quanto a viabilità, era anche attraversata dai pellegrini in marcia verso Roma: proprio per questo fu contesa a lungo tra la guelfa Firenze e la ghibellina Arezzo.

Il curioso nome della città deriva da un progetto della Repubblica Fiorentina per aggregare “terre nuove” che raccogliessero gli abitanti dei borghi vicini: i lavori iniziarono a metà del Trecento su progetto di Arnolfo di Cambio e nel centro storico si può chiaramente vedere lo schema urbanistico originale, con la piazza centro della vita pubblica dove confluiscono le strade che conducono alle quattro porte-torri. Di questo periodo sono la chiesa San Donato in Ganghereto, la chiesa di Santa Maria a Pernina, quella dedicata a San Bartolomeo al Pozzo, e la prioria di San Biagio ai Mori. Molto interessanti turisticamente, poi, anche l’oratorio di San Benedetto (Convento e chiostro a due piani del XVI secolo), gli affreschi trecenteschi della chiesa di San Biagio, l’arcipretura di Santa Maria con le terrecotte di ispirazione robbiana, e il Palazzo Concini del XVI secolo. Se poi la Seconda Guerra Mondiale non avesse distrutto palazzi storici e quasi tutte le fortificazioni, oggi la città regalerebbe senz’altro un fascino ulteriore . Il convento di Ganghereto, invece, sorto dove San Francesco fece sgorgare una fonte d’acqua, è a due passi dalla città e merita una visita a sé, come pure la frazione del Tasso, castelletto longobardo costruito tra impressionanti calanchi d’argilla e rocce sedimentarie, ricche di reperti fossili studiati dai geologi. Infine le Ville, anticamente “castello del Terraio”, popoloso borgo murato, Pernina (di origine medioevale, con una chiesa seicentesca circondata dai cipressi, su una collina panoramica da meditazione) e Penna Alta, arroccato sulle rocce, dalla tipica struttura fortificata. Chi ama il turismo ambientale resterà soggiogato: nel Pliocene infatti l’intera valle dell’Arno era un lago, e oggi è un giacimento di reperti geologici fra i più importanti d’Italia (alcuni visibili al Museo Paleontologico di Montevarchi).

Il paesaggio delle balze (erosioni rocciose) che ne è derivato è da sempre una vera e propria attrattiva turistica, oltre che area protetta, ritratta perfino da Leonardo da Vinci. Anche le Riserve naturali “Valle dell’Inferno” e “Ponte Buriano e Penna” sono una magnificenza per podisti, ciclisti, mountain bickers e cavallerizzi! E poi c’è la zona dell’affluente Ciuffenna, coi suoi pioppi, ontani, salici, farnie, e i boschetti di robinie e querce. Diversissima e tipicamente toscana è invece la zona di Setteponti, tra cipressi, case coloniche, vialetti, vigne, oliveti e piccoli tabernacoli. Ma c’è anche macchia con erica, lecci, roverelle, ginestre, allori, ginepri. Salendo, si arriva alla montagna di arenaria con cui fin dall’antichità vengono costruiti i terrazzamenti, le coloniche e le pievi romaniche della zona. Infine, la foresta di Vallombrosa, riserva naturale biogenetica, con la millenaria Abbazia. Alloggiare a Terranova è strategico per visitare non solo quella che è considerata dal turismo internazionale l’eccellenza toscana (il Chianti, Vallombrosa, il Casentino, ecc), ma anche una certa “Toscana minore”, ricca di chicche per lo più segrete. Ad esempio il Ponte Buriano, romanico, ritratto da Leonardo sullo sfondo della Gioconda. O il borgo medioevale di Borro, o Loro Ciuffenna, con gli edifici medioevali del rione Fondaccio, il Museo Venturino Venturi, l’antico mulino ad acqua e il centro La Filanda appena ristrutturato. O i paesini pittoreschi di Rocca Ricciarda, Modine, Gorgiti, Poggio di Loro, Chiassaia, e Anciolina. La bellissima badia di Soffena, poi, un’abbazia del’XI secolo, è una tappa obbligata, come pure la pieve romanica di Piandiscò, e San Giovanni Valdarno, pittoresca città d’arte che diede i natali a Masaccio, col suo palazzo del Podestà di Arnolfo di Cambio e la Basilica di Santa Maria delle Grazie col Museo una Annunciazione, capolavoro del Beato Angelico

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