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VATICANO/ Piano di riorganizzazione dei media affidato a McKinsey & Co.

Un piano per la riorganizzazione dei media vaticani affidato alla consulenza della McKinsey & Company. Le procedure contabili degli enti della Santa Sede sottoposte a un progetto di adeguamento cui collabora il network internazionale Kpmg. Si fa un pò fatica a pensare a una «Chiesa povera e per i poveri», a una Chiesa che «non è un’azienda» – come continua a predicare papa Francesco -, a giudicare dalle consulenze che si moltiplicano Oltretevere e dai gruppi multinazionali che ne acquisiscono i contratti. Ma la «rivoluzione» in corso in Vaticano consiste anche in questo, con servizi e collaborazioni di agenzie globali, sicuramente finalizzati a una razionalizzazione complessiva ma quasi si stesse parlando di una holding. L’ultimo caso è quello reso noto da un «comunicato» diffuso stamane dalla sala stampa, insolitamente non attribuito ad alcun particolare ente vaticano, in cui si annuncia (ma l’ANSA aveva anticipato oltre un mese fa che era stata avviata la gara con richieste inviate a diverse società internazionali) l’ affidamento a McKinsey & Company, società di consulenza aziendale, di governi e istituzioni, operante a livello mondiale, dell’incarico «di fornire una consulenza che contribuisca allo sviluppo – in stretta collaborazione con i responsabili degli uffici interessati – di un piano integrato per rendere l’organizzazione dei mezzi di comunicazione della Santa sede maggiormente funzionale, efficace e moderna». L’iniziativa è della Commissione referente di studio e di indirizzo per gli affari economici e amministrativi della Santa Sede – istituita da papa Francesco il 18 luglio scorso – che a tal fine ha condotto una «procedura formale di gara e selezione». Il progetto di consulenza, spiega ancora la nota, «avrà lo scopo di fornire alla Commissione gli elementi utili per le opportune raccomandazioni in merito al Santo Padre». L’idea, ha spiegato il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, è quella di pianificare un possibile riordino nel campo dei media vaticani, che attualmente vede tante realtà – la Sala stampa, la Radio Vaticana, l’Osservatore Romano, la Tipografia Vaticana, il sito News.va, il Ctv, l’Ufficio Internet e altri -, tutte dipendenti da organismi diversi. Si punterebbe quindi a «una gestione più coordinata dei vari enti che si occupano di comunicazione». Per ora è stato assegnato l’incarico, che naturalmente avrà i suoi costi, e la McKinsey comincerà a lavorare dopo Natale per portare a termine il suo progetto – si prevede – nell’arco di due o tre mesi, nel tempo che la stessa Commissione referente si è data ancora per concludere il suo lavoro sulla riorganizzazione economico-amministrativa vaticana. Della gara per la scelta del gruppo consulente si è occupata anche Francesca Immacolata Chaouqui, componente della Commissione, che alla fine di ottobre ha inviato la relativa «request for proposal» a diversi gruppi internazionali di strategie aziendali. La società prescelta McKinsey dice di se stessa, sul suo sito, che «i nostri clienti si rivolgono a noi quando devono fare scelte strategiche, operative e organizzative cruciali per la loro crescita aziendale; quando si sentono sotto pressione rispetto ai risultati che devono produrre; quando si prospettano tempi incerti; quando hanno difficoltà nel reperire informazioni e necessitano di un’esperienza specifica; quando devono prendere decisioni che hanno un impatto rilevante sull’organizzazione, sulle geografie e sulle persone che gestiscono; quando vogliono qualcuno che dia loro una prospettiva globale». L’altra novità è che, sempre sotto l’egida della Commissione referente, «si sta procedendo a quanto necessario per allineare le procedure contabili di tutti gli enti della Santa Sede con gli standard internazionali». Analogamente «a seguito di una procedura di gara e selezione», l’incarico di collaborare al progetto è stato affidato al network internazionale Kpmg, «attivo in 156 Paesi del mondo con oltre 152 mila professionisti», si legge sul suo sito, «leader a livello globale nei servizi professionali alle imprese: revisione e organizzazione contabile, consulenza manageriale e servizi fiscali, legali e amministrativi». Le due nuove consulenze si aggiungono ad altre già in atto in Vaticano, come quella della Ernst&Young (la società per cui lavora Francesca Chaouqui) per la verifica e i suggerimenti sulle attività economiche e sui processi di gestione del Governatorato, sempre in accordo con la Commissione referente, o quella del Promontory Financial Group per la revisione di tutti i conti dello Ior, delle relazioni con i clienti e delle procedure in vigore contro il riciclaggio.

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