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Bonino in Iran, “ma il dialogo non è contro Israele”

«Andare a vedere» per dare corpo all’intuizione dell’Italia sul ruolo strategico che l’Iran di Hassan Rohani può svolgere. «Andare a vedere» per tenere vivo un dialogo «indispensabile» con Teheran e provare a giocare da protagonisti nelle tante crisi dell’area e, al contempo, rassicurare gli «amici israeliani». Con questo spirito, dopo dieci anni dall’ultima visita di un ministro degli esteri italiano, Emma Bonino arriva a Teheran domani per una visita di due giorni durante la quale incontrerà il presidente Hassan Rohani e il ministro degli Esteri Mohammed Zarif. Molti i dossier sul tavolo degli incontri che la titolare della Farnesina avrà a Teheran: dalla crisi in Siria al programma nucleare passando per l’Afghanistan. Tutti dossier sui quali l’Italia vuole avere voce in capitolo: proprio oggi Roma incassa la partecipazione al tavolo di Ginevra 2 sulla Siria, annunciata dal mediatore internazionale Lakhdar Brahimi. Sulla presenza dell’Iran, invece, gli Stati Uniti «non sono ancora convinti che sia opportuna», mentre Bonino ritiene che «un Paese che ha delle responsabilità vada responsabilizzato». Un fitto programma quello di domani e domenica che prevede colloqui anche con il presidente del parlamento Ali Larijani, l’ex presidente Ali Akbar Hashemi Rafsanjani e il vice presidente responsabile delle questioni sulla famiglia e la condizione femminile, Shahindokht Molaverdi. Primo capo di una diplomazia europea a visitare il Paese dall’elezione del nuovo capo di Stato ma soprattutto a credere nell’apertura di una nuova fase per l’Iran nonostante gli scetticismi iniziali di partner «vicini e lontani», il viaggio di Bonino è in verità cominciato mesi fa con la missione a Teheran del vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli lo scorso 7 agosto, a soli due giorni dall’insediamento di Rohani. E poi è proseguito con l’incontro a Roma con il ministro degli Esteri Zarif. Ora, dopo l’accordo storico a Ginevra sul programma nucleare iraniano, i tempi sono maturi per andare a vedere. «L’Iran è un Paese che vale la pena verificare», ha detto Bonino inviando un messaggio anche agli «amici israeliani» di cui comprende timori e nervosismi, «fisiologici e legittimi», ma ai quali ribadisce che il dialogo «indispensabile con l’Iran non è una mossa anti-israeliana». E con i quali si impegna a fornire tutte le rassicurazioni necessarie. Ufficialmente da Israele non è arrivato nessun commento sulla missione del ministro in Iran. La visita in Italia del ministro degli Esteri iraniano, lo scorso 19 novembre, era stata però definita «prematura» da fonti dell’ambasciata israeliana. E, più di recente, al vertice Italia-Israele a Roma, il premier Benyamin Netanyahu ha lanciato parole di fuoco contro Teheran, invitando la comunità internazionale a non andar dietro «sorrisi ed illusioni» perchè l’obiettivo dell’Iran resta la «bomba atomica». Ma a Teheran ci sarà anche spazio per discutere di rapporti economici e commerciali soprattutto in vista di un alleggerimento delle sanzioni dopo l’accordo di Ginevra. L’auspicio è che quando l’intesa sarà in vigore, fra sei mesi, si aprano spazi per le imprese italiane nel settore metalli e tecnologia. D’altronde Teheran ha nell’Italia il suo primo sbocco commerciale fra i Paesi dell’Ue e il secondo esportatore europeo dopo la Germania, rimanendo comunque il primo partner commerciale in ambito europeo. E quella di domani sarà solo la prima di una serie di visite che «d’ora in poi saranno più frequenti».

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