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Carceri, Napolitano affianca i radicali. Le Camere decidano

Giorgio Napolitano torna ad investire il mondo politico ed il Parlamento della necessità di intervenire per risolvere la «drammatica condizione» delle carceri italiane. Il presidente della Repubblica invia un messaggio alla segretaria radicale Rita Bernardini con il quale sposa la causa della ‘Marcia di Natale per l’amnistia, la giustizia e la liberta« organizzata proprio dai Radicali. Ma il Capo dello Stato, evidentemente, si rivolge a tutto il mondo politico al quale ricorda il »severo pronunciamento con il quale nel gennaio scorso la Corte europea dei diritti dell’uomo ha messo in mora il nostro Paese« proprio sulle condizioni di detenzione. È al Parlamento, sottolinea, che »spetta, eventualmente sentendo il Governo«, decidere se adottare o meno misure di clemenza, prendendosi la responsabilità della sua scelta. »Cambiare profondamente le condizioni delle carceri in Italia« è »un dovere morale«: è il monito di Napolitano che torna, ancora una volta, a far sentire la sua voce su un tema che sta segnando questa prima parte del suo secondo settennato. Napolitano non entra nel merito dei provvedimenti necessari ma ricorda che già lo scorso 7 ottobre ha inviato un messaggio alle Camere: »In quel testo – scrive la massima Carica dello Stato – ho affrontato la drammatica questione carceraria«, »situazione incompatibile con l’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo«. Per il capo dello Stato resta »la necessità di cambiare profondamente le condizioni delle carceri in Italia«, e ciò »costituisce non solo un imperativo giuridico e politico, imposto sia dalla Convenzione Europea sia dalla nostra Carta Costituzionale, ma anche e soprattutto un dovere morale«. Il presidente ricorda che »lo Stato deve farsi carico della sicurezza dei cittadini e delle sacrosante aspettative di giustizia delle vittime dei reati« ma »non deve esimersi dal dovere di far sì che i luoghi di detenzione non umilino la dignità delle persone e corrispondano alla funzione rieducativa della pena«. Napolitano sottolinea »la molteplicità di possibili interventi legislativi e amministrativi« nonchè la »possibilità di provvedimenti di clemenza generale, che avrebbero altresì l’effetto di accelerare i tempi di amministrazione della giustizia, anch’essi attualmente incompatibili con i principi della richiamata Convenzione europea e con l’articolo 111 della nostra Costituzione«. D’altronde, il tempo stringe: La Corte Europea si attente »sostanziali riduzione del sovraffollamento delle carceri« entro »il prossimo 28 maggio«. Tesi condivisa da Danilo Leva del Pd. »Ancora una volta il capo dello Stato si fa carico di riportare l’attenzione generale sulla necessità che le istituzioni e il Paese non si adagino nello stato di illegalità in cui langue il nostro sistema carcerario – spiega – Dare soluzione all’emergenza carcere significa rendere l’Italia un Paese più civile«. Coglie la palla al balzo Forza Italia, proponendo una rapida riforma del sistema di carcerazione preventiva. »Il presidente reitera i suoi inviti, il governo e il Parlamento, per essere più precisi le forze politiche che sostengono l’esecutivo, latitano« sostiene la portavoce alla Camera Mara Carfagna. secondo la quale »sarebbe obbligatorio, innanzitutto dal punto di vista morale, intervenire. Senza indugi. Adesso. Subito dopo la sessione di bilancio. Facciamolo«.

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