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Il Congo sospende adozioni internazionali. Ventisei coppie italiane e 32 bambini bloccati

Nonostante le rimostranze dei governi occidentali, in particolare quelle italiane, il governo della Repubblica Democratica del Congo ha attuato quanto preannunciato: la sospensione delle adozioni internazionali. Questo mentre 26 coppie italiane sono bloccate nel Paese, da cui sarebbero dovute ripartire con 32 bambini. “Stiamo provando a percorrere ogni
strada per risolvere la situazione, ma è ancora negativa”, spiega il ministro degli Esteri Emma Bonino, intervistata da Sky Tg24.

A spingere le autorità di Kinshasa a interrompere la procedura, notizie secondo cui alcuni piccoli sarebbero stati abbandonati dai genitori adottivi o addirittura “venduti a omosessuali”. La posizione del Congo segue le restrizioni adottate in materia di adozioni da Russia e Cina. Il ministro degli Interni congolese, Richard Muyej Mangez, nella tarda giornata di ieri ha convocato gli ambasciatori dei Paesi occidentali – Italia, Stati Uniti, Francia, Canada, Belgio e Gran Bretagna – per informarli della decisione del suo governo. E ha tenuto a sottolineare che le adozioni sono sospese “temporaneamente” in attesa dei risultati dell’inchiesta.

“Il governo ha deciso di sospendere, non di vietare, le adozioni internazionali di bambini congolesi – le parole del ministro Muyej Mangez, raccolte dalla Associated Press -. Il governo vuole capirci qualcosa, perché intorno al tema delle adozioni ruota tanta criminalità”.

La decisione è la diretta conseguenza di un rapporto del 25 settembre scorso redatto dal Dipartimento per l’Emigrazione congolese, in cui si anticipava alle ambasciate la prossima sospensione delle adozioni a seguito delle voci relative a un traffico criminale di bambini. Proprio in quel rapporto si raccontava di quei piccoli abbandonati dai loro nuovi genitori o venduti. Secondo le statistiche del Dipartimento per l’Emigrazione, tra il 2009 e il 2013 1006 bambini congolesi sono stati adottati da famiglie provenienti da 15 diversi Paesi.

Ieri il ministro degli Esteri Emma Bonino ha convocato a sua volta l’ambasciatore congolese in Italia, Albert Tshiseleka Felha, per esprimergli la preoccupazione per le famiglie italiane attualmente in Congo, impossibilitate a ripartire con i bambini adottati per via della sospensione. Denunciando nello stesso tempo il mancato rispetto di accordi verbali raggiunti a novembre tra le autorità congolesi e il ministro dell’integrazione Cecile Kyenge.

In Congo restano ora 26 coppie italiane e 32 piccoli piombati in un limbo. Per il ministro Bonino, quelle adozioni sono state approvate, per la legge del Congo quelle coppie sono già legalmente i genitori dei bambini. Ma la sospensione delle adozioni impedisce ora a quei bambini di lasciare il Paese, mentre i visti degli italiani si avviano alla scadenza. All’ambasciatore italiano, il ministro dell’Interno del Congo ieri ha comunicato che ad alcune coppie il visto è già stato prorogato, per le altre verrà fatta una valutazione caso per caso.

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