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PATTO SALUTE/Lorenzin, verso grande riforma SSN

Gli ostacoli che erano sul tavolo sono stati «rimossi» e adesso ci sono «tutti i presupposti per una grande riforma del Servizio sanitario nazionale, per renderlo più efficiente e soprattutto »sostenibile di fronte alle sfide dei prossimi anni«, dall’invecchiamento della popolazione al confronto internazionale dovuto alla mobilità sanitaria. In audizione davanti alla commissione Affari sociali della Camera il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, fa il punto sul lavoro fatto finora per arrivare a definire il nuovo Patto per la salute, una »occasione da non perdere« perchè »dà la certezza della programmazione di lungo termine«. Scuse, e il messaggio è diretto in primis alle Regioni, per il ministro non ce ne possono essere visto che »dopo oltre un decennio il fondo sanitario nazionale è stato stabilizzato« sventando l’ennesimo rischio di tagli lineari. E visto anche che finalmente ha visto la luce »la riforma« dei costi standard, con il riparto del Fondo basato sui nuovi criteri appena approvato anche dai governatori. Adesso si può andare avanti a ritmi serrati e già »a metà gennaio«, annuncia Lorenzin, ci potrà essere una prima riunione per mettere a punto un »documento di sintesi« del lavoro fatto in questi due mesi dai dieci tavoli tematici ministero-Regioni. Intanto, assicura il ministro, »l’idea della spending interna è passata« e lo stesso commissario Carlo Cottarelli »ha capito il rigore del nostro lavoro«. Certo, visto l’andamento del Pil e il debito ‘monstrè, »una parte dei risparmi potrà andare al taglio del debito, ma la maggior parte andrà reinvestita in sanità«, a partire dai capitoli dove »c’è più bisogno, dalla riqualificazione del personale, alle infrastrutture, al territorio, alla ricerca e sviluppo«. E se uno dei ‘mantrà del ministro, come dice lei stessa, è quello dell’informatizzazione del sistema, che potrà portare vantaggi »subito« per garantire »trasparenza« e sostenere la »lotta agli sprechi e alla corruzione«, i capitoli principali del Patto riguarderanno la revisione dell’assistenza ospedaliera (»già in itinere e poi bloccata« dalla quale si possono ottenere »risparmi immensi«), ma anche dei meccanismi dei piani di rientro per le Regioni in rosso. Bisogna chiudere la stagione degli ingressi »irreversibili« nei piani di rientro, pensando a »una specie di ‘Sos aziendà «, un percorso di affiancamento delle strutture in difficoltà »che intervenga sulla governance e sulla qualità dell’offerta, che rimetta in efficienza il sistema in tempi brevi e poi vada via«. Mentre per l’ammodernamento delle strutture il ministro ha chiesto al collega Trigilia che si possano utilizzare anche i fondi europei. Altra »priorità« la revisione e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, per i quali bisognerà »rifare« un decreto, dopo quello dell’ex ministro Balduzzi che non ha mai avuto il via libera dell’Economia. Anche lì si tratta di capire come »reperire le risorse perchè l’aggiornamento non è gratuito, ha un costo che andrà recuperato all’interno del Fondo sanitario« anche se ci saranno »risparmi perchè alcuni elementi non sono più attuali«. Infine una riflessione andrà fatta anche sulla spesa farmaceutica ospedaliera »che sfora i tetti«, anche per »verificare se i paramentri che sono stati dati sono giusti«. (ANSA).

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