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Renzi nella terra dei fuochi per una visita di”ascolto”

Ha voluto vedere di persona i luoghi simboli del’emergenza rifiuti in Campania, quegli angoli della regione che per anni sono stati avvelenati dagli sversamenti illegali dei rifiuti tossici e nocivi, poi confrontarsi con gli operatori del privato sociale impegnati nella lotta alla camorra nella terra dei Casalesi, ed infine parlare con il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, e don Maurizio Patriciello, il parroco che da anni si fa portavoce di quanti chiedono con fermezza di fermare i roghi tossici nella «terra dei fuochi» e le bonifiche dei terreni. È stata questa la lunga giornata campana del segretario del Pd, Matteo Renzi. Una visita privata – come è stata definita dal partito – ma annunciata nei giorni scorsi anche per rispondere a quanti gli avevano ricordato della sua promessa di visitare la «Terra dei fuochi». Renzi non ha voluto parlare con i giornalisti. I cronisti lo hanno atteso invano dinanzi alla discarica «Resit» di Giugliano dove per anni i signori delle ecomafie hanno sversato di tutto, tra cui pericolosi scarti industriali: è il luogo simbolo dell’avvelenamento di alcune aree al confine tra le province di Napoli e Caserta. E qui lo attendevano anche alcuni rappresentanti di quei comitati spontanei che da anni sollecitano interventi concreti e dei contadini preoccupati per il futuro delle loro aziende e che ora rischiano di pagare per colpe non loro. Il leader del Pd però si è recato qualche chilometro più avanti al sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re dove negli anni dell’emergenza rifiuti dove sono state accumulate sei milioni di tonnellate di spazzatura. Per smaltire si dovrebbe costruire un termovalorizzatore; impianto che però la gente del posto non vuole perchè si innesterebbe in un’area già profondamente provata. Successivamente è stato a Casal di Principe, a casa dei familiari di don Peppe Diana, il sacerdote ucciso venti anni fa per mano della camorra a causa delle sue denunce coraggiose. Al ristorante «Nco» (Nuova cucina organizzata, realizzato su un bene confiscato alla camorra) di San Cipriano di Aversa (Caserta), Renzi ha pranzato in compagnia del ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando. I due esponenti politici hanno mangiato nel locale gestito da Peppe Pagano, di Libera, e hanno assaporato prodotti tipici del territorio tra cui la mozzarella di bufala. E qui Renzi ha ascoltato le proposte di modifica del decreto sulla Terra dei Fuochi, il no deciso alla costruzione di nuovi impianti e la richiesta di «la mappatura dei siti inquinati» proprio per tutelare quelle aziende che producono su aree incontaminate. Infine, Renzi, accompagnato dal ministro Orlando, si è recato ad Aversa, per incontrare il vescovo. Anche qui ad attenderlo c’erano i giornalisti ai quali non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Più di un’ora di colloquio, alla presenza del prete ‘anti roghì don Maurizio Patriciello, sul decreto emanato dal governo recentemente. «È un primo passo ma si deve fare di più – ha detto don Patriciello – se si arresta chi in queste terre brucia i rifiuti bisogna anche chiedersi chi li porta».

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