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| categoria: Roma e Lazio

Storie di Natale, ‘io barbone discriminato perchè italiano’

Al Presidio di Ostiense del Popolo degli italiani che non si arrendono (troppo riduttivo definirlo “dei Forconi”), si aggira da giorni un uomo che mi ha subito colpito. Certamente per il suo aspetto da “barbone” o da “clochard” ma anche per un somatismo che cela qualcosa che mi attira. Ci parlo, mi presento. E Vittorio (usiamo un nome di fantasia) si rivela un vulcano di sorprese: laureato in scienze politiche, ha scelto (credo “giocoforza” ma anche per una evidente vulnerabilità psicologica) di diventare un “senza fissa dimora”. È incredibile come una persona di 40 anni, laureato (come me, in Scienze Politiche), un posto di lavoro perduto, sulle spalle un dolore sentimentale insostenibile, possa diventare un barbone. E mi racconta come “sbarca il lunario”, come si trova a dover dormire tra portoni e rifugi di fortuna, come si organizza una vita senza una casa e con uno zaino in spalla. E mi racconta, soprattutto, qualcosa che ha dell’incredibile: la discriminazione a danno degli italiani in alcuni dei luoghi simbolo della solidarietà cittadina e mass-mediatica. Non li citerò per fare le opportune verifiche ma gli credo. Vittorio non sa che sono un giornalista. Mi ha concesso la sua amicizia tra i tanti credo e ascolto… Essere italiano, anche nella sfortunata ed estrema condizione di senza fissa dimora, porta ulteriori problemi in questa Italia che oramai va al rovescio e che confligge col buon senso. In fila per dormire gli è stato detto più volte ed in più posti attrezzati per questo scopo, che sono ad esclusiva (o almeno…prioritaria) destinazione per gli stranieri. Come se la carta d’identità in questi giorni di freddo possa contare qualcosa. Strabuzzo gli occhi, apro le orecchie e trasecolo! A questo punto glielo dico: questa storia mi fa inorridire; ne posso parlare, sono un giornalista? Ci prendo appuntamento e lo ritrovo. Vittorio mi conferma tutto e allora scrivo questo articolo che ha dell’incredibile e che spero possa far riflettere i molti che ancora parlano di xenofobia e razzismo (solamente per ideologia, indottrinamento e luoghi comuni), che cosa sta accadendo all’Italia ed agli Italiani. Vittorio continua a girovagare tra portoni, anfratti, rifugi di fortuna e tanta solidarietà. Ai rifiuti ed alle frasi del tipo: “ritorni domani” oppure “vada in quell’altro ostello” oramai credo si sia abituato. Io ancora non riesco a crederci. Vittorio ha un volto ed un portamento che evidenziano un passato “borghese” che non si può cancellare. Buona fortuna Vittorio ma soprattutto agli italiani, oramai sempre più stranieri in Patria!

G.L.R.
da ‘Il Corriere di Roma’ n. 17

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