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Accordo maggioranza, verso marcia indietro sulle slot?

Uscirà quasi certamente dal decreto ‘salva-Romà la contestatissima norma che prevede tagli ai fondi per i comuni che limitano il gioco d’azzardo. La modifica doveva arrivare con l’ultimo provvedimento utile in Cdm prima della fine dell’anno, ma la Camera accelera e la maggioranza trova un accordo per cancellare la misura direttamente dal provvedimento che la contiene. Che dovrà a questo punto tornare al Senato per una corsa contro il tempo, visto che il decreto va convertito entro il 30 dicembre pena la decadenza. Insieme a questa correzione dovrebbe arrivare anche quella a un altro contestato punto del testo: la soppressione della misura riguardante gli affitti per i palazzo istituzionali oltre che quella riguardante la deroga al patto di stabilità per le province. «È stato raggiunto – fa sapere a metà pomeriggio anche a seguito di una serie di contatti informali il capogruppo di Sc alla Camera Andrea Romano – un accordo di maggioranza al dl Roma che ridefinisce le questioni dei giochi pubblici e la recessione discrezionale dai contratti di affitto immobiliare per le pubbliche amministrazioni e gli organi costituzionali. L’accordo stabilisce l’abrogazione delle norme introdotte al Senato e recepisce una battaglia di Scelta Civica che sui due temi ha presentato appositi emendamenti soppressivi». Emendamenti sui due punti erano stati d’altra parte presentati da quasi tutti i gruppi nel pacchetto dei 250 depositati in commissione Bilancio. Sulle ‘slot’ nei giorni scorsi c’era stata una dura presa di posizione anche del segretario Pd, Matteo Renzi, che l’aveva definita una «porcata» e che aveva fatto sapere che avrebbe chiesto al gruppo di correggerla. Domani l’argomento dovrebbe essere in calendario in Aula alla Camera , dove la norma dovrebbe essere corretta definitivamente. D’altronde tutti i gruppi sono d’accordo sulla modifica. La stessa senatrice di Ncd Federica Chiavaroli, presentatrice dell’emendamento sui Comuni anti-slot, puntualizza che il suo intento era solo quello di tutelare i conti dello Stato. «Constato – attacca però la Chiavaroli – che è stata scatenata dal segretario del Pd, senza rispetto per i suoi stessi parlamentari, una fiera dell’ipocrisia alla quale sono pronta a partecipare proponendo direttamente, per evitare ogni ulteriore strumentale equivoco, la proibizione del gioco in Italia».

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