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ARGENTINA/ I negozianti si armano contro la paura dei saccheggi

Nemmeno il Natale in arrivo riesce ad allentare la tensione, in Argentina, dopo la serie di saccheggi che dall’inizio del mese ha travolto Cordoba e si è poi estesa a macchia d’olio in varie altre regioni del Paese sudamericano. L’avvicinarsi delle festività, anzi, riaccende i timori di nuove razzie in negozi e supermercati, facilitati dallo sciopero della polizia. Tanto che i commercianti locali hanno deciso di armarsi per garantire la propria sicurezza. «Stiamo vivendo letteralmente barricati. Qui è diventata terra di nessuno», ha raccontato alla stampa un rivenditore di Cordoba, Ruben Lopez. Per paura di essere depredata – riferiscono i media – la maggioranza dei negozianti preferisce restare chiusa tutta la notte all’interno delle botteghe. Come se non bastasse, poi, gli argentini in questi giorni hanno dovuto fare i conti anche con una serie di black-out elettrici nella zona metropolitana di Buenos Aires, causati da un’ondata di caldo soffocante. E non sono in pochi a evocare lo spettro di un bis della rivolta sociale scoppiata 12 anni fa e che portò alla fine del governo di Fernando de la Rua. Ma a preoccupare di più, in queste ore, è la possibile ripresa degli episodi di violenza. Anche se non si registrano casi gravi negli ultimi giorni, i commercianti sono sul piede di guerra e si preparano al peggio, convinti che saranno le prime vittime, se l’epidemia di furti dovesse esplodere di nuovo. Una settimana dopo i primi focolai di rivolta, contemporanei alle manifestazioni di protesta delle forze dell’ordine, il caos ha travolto 17 delle 23 province (entità federali) del Paese, causando almeno 16 morti e centinaia di feriti. Ora, gruppi organizzati di vandali minacciano di ripetere le scene di terrore viste all’inizio di dicembre, dicono i commercianti, che hanno visto le loro merci rubate e i loro esercizi dati alle fiamme. La soluzione, per molti, è stata ricorrere alle armi, spesso quelle in genere usate per la caccia. «Ho con me un fucile calibro 22», ha spiegato Jesica Radlec, proprietaria di un piccolo negozio di dolciumi, che si è detta «scioccata» per il comportamento dei criminali dopo aver assistito ad alcune rapine. «Erano tutti piuttosto lucidi. Sembravano formiche, spostandosi da un posto all’altro, buttando a terra tutto quello che trovavano davanti, come se fossero tessere del domino», ha aggiunto la donna.

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